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“I vaccini evitano la malattia. Non siamo altrettanto sicuri che evitino l’infezione”. E’ quanto scritto ieri sul proprio profilo social da Maria Chironna, virologa e professoressa di Igiene dell’Università di Bari. Sotto accusa, in particolare, un tweet pubblicato dal  virologo Roberto Burioni con allegata una foto in cui è abbracciato al medico Alberto Zangrillo. Entrambi senza mascherina.

“Siamo tutti e due vaccinati e all’aperto facciamo questa foto senza mascherina perché possiate vedere il nostro sorriso e il nostro appello, vacciniamo alla svelta” – scrive Burioni. Il post non è passato inosservato alla Chironna la quale ha immediatamente commentato l’accaduto. “E poi ci si chiede perché aumenta la confusione. Essere prudenti si impone. Ma vallo a spiegare pure a questi scienziati. Una foto sui social val bene una leggerezza” – ha scritto preoccupata per il fatto che i cittadini possano cullarsi nel vedere immagini di questo tipo smettendo di utilizzare i dispositivi di sicurezza una volta vaccinati, necessari per la protezione personale e altrui, in un momento in cui, con l’incalzare delle varianti, soprattutto in Puglia, non si può essere certi di potersi dire al sicuro.

Già la settimana scorsa la virologa aveva avvertito sui rischi riguardanti la mutazione genetica del virus. In Puglia, in particolare, in data 7 marzo, quasi un caso su due era da variante inglese. A prova di ciò il fatto che nel giro di pochi giorni il caso dei positivi in regione è notevolmente aumentato. Ieri il tacco d’Italia ha visto 1774 nuovi casi con un rapporto test e positivi al 15,2% e un Rt balzato dallo 0,93 della settimana scorsa all’1,21. Dati così non si vedevano da dicembre scorso. Sulla possibilità che anche con il vaccino non si possano escludere, sebbene in forma lieve, contagi, la virologa, ma anche altri medici del settore, avevano già fatto accenno nelle scorse settimane.

E’ il caso, ad esempio, del pediatra Antonio Di Mauro che lo scorso 22 febbraio aveva esortato i cittadini a non abbassare la guardia raccontando sui social, con analisi alla mano, come il suo sistema immunitario aveva reagito al virus, mentre il corpo aveva iniziato a produrre immunoglobuline che lo difendevano da eventuali attacchi dello stesso. Di Mauro aveva sottolineato che avrebbe dovuto continuare  a lavorare bardato da mascherine e dpi. Obiettivo, continuare a proteggere gli altri.

“Gli studi clinici condotti finora – ha scritto – hanno permesso di valutare l’efficacia dei vaccini sulle forme clinicamente manifeste di Covid, ma non ci sono evidenze che dimostrano che i vaccinati non si possano infettare in modo asintomatico e quindi contagiare altre persone. In sostanza, continuo a vestirmi così, non più per proteggere me stesso, ma per proteggere gli altri: la mia famiglia, i miei amici e i miei pazienti non ancora vaccinati. Essere vaccinati non conferisce infatti un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e tutte le misure di protezione anti Covid. Con il tempo, la vaccinazione effettuata su larga scala e l’osservazione del comportamento del virus nelle comunità di vaccinati (es. Israele), potremo finalmente dire se la vaccinazione protegga anche dal propagarsi dell’infezione. È plausibile, è auspicabile ma ad oggi non abbiamo certezze. Massima prudenza sempre. Tutti” – aveva concluso il pediatra barese.

“Vaccinare richiede tempo e un dispiegamento di forze immane. Dobbiamo fare presto –  ha scritto invece Chironna la settimana scorsa – L’unica cosa certa è che dobbiamo cercare, ancora una volta, di tenere a bada questa ulteriore ondata epidemica. Schiacciare la maledetta curva e vaccinare il più possibile con strategie più flessibili che ci consentano di raggiungere più persone, almeno con una dose, se le evidenze ci diranno che può funzionare e che ci assicurino il minore impatto possibile sul servizio sanitario. Altrimenti siamo punto e a capo”.

La polemica nei confronti degli scienziati a monte della foto pubblicata, nasce proprio per rimarcare la necessità di ricordare ai cittadini che si sta combattendo contro un virus del quale si ha maggiore conoscenza rispetto a un anno fa, ma non abbastanza da potersi dire già esonerati dalla possibilità di poter fare ulteriori scoperte ed è dunque necessario, rimarca la Chironna, continuare a dare il buon esempio e, soprattutto, non abbassare la guardia per poter tornare il prima possibile e finalmente ad abbracciarsi serenamente.


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