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Sono oltre 6mila le persone che, sul territorio barese, versano in stato di necessità socio-economica e che sono assistite nei propri bisogni dai volontari delle associazioni che operano sul territorio: come In.Con.Tra, la Onlus presieduta da Michele Tataranni che si occupa di distribuire pasti caldi ai senza fissa dimora della città, ma anche generi alimentari a lunga conservazione e assistenza di ogni genere alle famiglie del territorio che sono in difficoltà. Un’utenza fragile, sempre più vasta e che è aumentata vertiginosamente con l’avvento del Covid19.

“Attualmente sono circa mille i nuclei familiari che seguiamo e che, nella maggior parte dei casi, sono composti da almeno 4 o 5 membri – spiega Michele Tataranni, presidente di In.Con.Tra – a questi numeri si aggiungono poi i senza tetto della città, le persone che si trovano nei campi Rom o all’interno delle comunità etniche del territorio”. Per loro, i volontari di In.con.tra hanno messo a segno, già dai primi anni 2000, un piano rodato di distribuzione di pasti serali, che però è stato fermato a partire da marzo del 2020, per evitare di generare assembramenti e, quindi, di contribuire alla diffusione del contagio. Per sopperire a questa assenza è stata attivata l’unità di strada che, operativa 365 giorni l’anno, distribuisce kit sanitari ma anche coperte, vestiti e pasti caldi.

Se però questa attività rientra nella routine operativa dello staff di In.Con.Tra, ciò che più preoccupa i volontari nell’ultimo periodo è l’aumento drammatico del numero delle famiglie che si trovano in stato di povertà e che necessitano di un aiuto e sostegno quotidiano per ogni genere di bisogno: da quello psicologico-emotivo a quello sanitario, alla gestione degli studi per i propri figli, al pagamento delle bollette, alla spesa per la corretta alimentazione della famiglia. Ogni giorno, la Onlus distribuisce circa 100 pacchi alimentari alle famiglie della città, provvedendo ad un approvvigionamento alimentare, ma anche di prodotti per l’igiene e per la didattica. Un pacco il cui contenuto è preparato per essere durevole per circa un mese, in modo da distribuire al meglio le consegne sul territorio e ledere il meno possibile la dignità delle persone interessate. “La richiesta di aiuto è sempre molto difficile e spesso si trasforma in disperazione – spiega, infatti, Michele Tataranni – e questo è quanto mai vero per tutte quelle persone che, prima della pandemia, non avrebbero mai immaginato di doversi rivolgere ad associazioni come la nostra”.

Se, infatti, la prima ondata di Covid19 ha portato all’immediata emersione delle povertà appena sommerse, come quelle delle famiglie di lavoratori a nero o molto precari, il lungo protrarsi del periodo di emergenza sanitaria e le conseguenti restrizioni, ha avuto come conseguenza l’ingresso nella categoria dei “nuovi poveri” di molte persone che, fino a qualche mese fa, vivevano con maggiore serenità: parliamo di quei dipendenti che hanno atteso anche per mesi l’arrivo di una cassa integrazione, o dei lavoratori stagionali o di altri settori martoriati dalla pandemia. In sintesi, di persone che, in questi mesi difficili, hanno dato fondo ai propri risparmi per sopravvivere. “Insieme al target di riferimento, sono cambiate anche le richieste di aiuto – racconta, ancora, il presidente di In.Con.Tra – la prima tra tutte è quella di supporto psicologico dato dalla novità di ritrovarsi in una situazione di grave difficoltà, ai limiti della disperazione. A seguire, tutte le richieste che hanno a che fare con i propri figli e con la necessità di studiare, di svolgere attività, di avere sempre il piatto a tavola”.

Ecco che, per rispondere a questa esigenza e a questa continua richiesta di aiuto, i magazzini dell’associazione In.Con.Tra hanno bisogno di rifornirsi con sempre maggiore velocità, grazie all’aiuto di chiunque sia in grado di contribuire con donazioni e sostegno. Per questo motivo, la Onlus ha lanciato, tramite la sua pagina Facebook, un appello a tutta la cittadinanza del capoluogo pugliese, affinché in queste settimane complicate di maggiori restrizioni, si faccia più fitta la rete della solidarietà. “Siamo in zona rossa, ma come lo scorso anno e come nella quotidianità, In.Con.Tra non si ferma! – scrivono i volontari – Ora più che mai abbiamo bisogno del supporto di tutti i cittadini, di tutte le grandi e piccole aziende perché ci aiutino nelle loro possibilità donandoci quel che possono. I nostri telefoni squillano ogni minuto, ogni giorno – prosegue il post – Le scorte finiscono e i magazzini si svuotano, ma le richieste di aiutano aumentano. Solo l’amore, il lavoro comune e l’unione di tutti può sperare di arginare questo triste fenomeno. Potete contattarci donando la vostra disponibilità come volontari, donandoci alimenti a lunga conservazione, donandoci tutto l’invenduto”. Un appello che si estende, a macchia d’olio, a tutti gli attori del territorio e ai semplici cittadini in grado di fare la propria parte per gli altri. Perché, come spiega lo stesso presidente Michele Tataranni, “una delle povertà più grandi è la solitudine, ma noi ci siamo per tutti”.

(Foto: pagina Facebook In.Con.Tra)


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