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“Invertire la rotta e mettere i territori meridionali al centro del Recovery Plan”. E’ quanto scritto in un documento consegnato ieri alla sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, con cui, i sindaci della ‘Rete Recovery Sud’, di cui fanno parte oltre trecento primi cittadini ai quali nelle ultime ore si è unito il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, chiedono di inserire i territori meridionali al centro del discorso del Recovery Plan.

Secondo quanto riferiscono i sindaci in una nota, la sottosegretaria ha assicurato che darà risposte sia sul numero dei giovani progettisti da inserire nella pubblica amministrazione (5000 quelli chiesti dalla Rete dei sindaci, da selezionare dando una corsia preferenziale ai giovani emigrati), sia sul “dettaglio delle risorse” da destinare al Sud. “Su molti temi proposti – spiegano i sindaci – gli amministratori hanno incrociato la sensibilità della sottosegretaria. Ad esempio, sul recupero dei beni confiscati alla criminalità, per i quali le risorse previste “sono ancora troppo poche”.

“Stiamo raccogliendo tutti i progetti d’area necessari a riempire di contenuti il piano nazionale” – proseguono i primi cittadini auspicando di essere “invitati ai tavoli del governo prima che sia troppo tardi e svanisca anche questa occasione per eliminare il divario con il Nord”. “I 209 milioni dell’Unione Europea per l’Italia – concludono nella nota – sono stati stanziati per rafforzare la coesione e per questo li pretendiamo, dando centralità al Mezzogiorno nella strategia mediterranea dell’Unione europea”.


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