“Una semplice analisi del sangue potrebbe aprire una nuova frontiera nella diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e consentire alla Puglia di diventare la prima Regione italiana a sperimentare un modello organizzato e innovativo per l’utilizzo dei biomarcatori ematici nella pratica clinica. È questo l’obiettivo della proposta di legge regionale presentata in Consiglio regionale della Puglia, finalizzata all’istituzione di un programma sperimentale regionale per l’impiego dei biomarcatori ematici nel percorso diagnostico della malattia di Alzheimer”. Lo scrive in una nota il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera.
“Siamo di fronte a una delle più importanti innovazioni scientifiche degli ultimi decenni nel campo delle neuroscienze. Oggi, la ricerca ci mette a disposizione strumenti che consentono di individuare i segni biologici della malattia attraverso un semplice prelievo di sangue, con livelli di accuratezza che fino a pochi anni fa erano impensabili. La mia proposta nasce dalla volontà di trasformare questa straordinaria opportunità scientifica in un beneficio concreto per i cittadini pugliesi. La malattia di Alzheimer rappresenta attualmente la principale causa di demenza nel mondo e interessa un numero crescente di persone a causa dell’invecchiamento della popolazione. Anche la Puglia è chiamata ad affrontare una sfida sanitaria, sociale ed economica sempre più rilevante, che coinvolge migliaia di famiglie e richiede modelli assistenziali innovativi e sostenibili”.
La proposta di legge punta a realizzare una rete regionale strutturata che coinvolga i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, i laboratori di riferimento, le strutture universitarie e i professionisti del settore, con l’obiettivo di rendere più rapida, accessibile ed uniforme la diagnosi della malattia su tutto il territorio regionale. Per anni la diagnosi dell’Alzheimer ha richiesto procedure spesso invasive, costose e non sempre facilmente accessibili.
“Oggi possiamo immaginare un percorso diverso – continua – più vicino ai cittadini, più sostenibile per il sistema sanitario e più efficace nell’individuazione precoce della malattia. Questo significa garantire ai pazienti maggiori possibilità di accesso alle nuove terapie e migliorare la qualità della presa in carico. Il progetto sperimentale prevede l’utilizzo dei biomarcatori ematici più avanzati attualmente disponibili, la creazione di laboratori Hub regionali ad elevata specializzazione, l’istituzione di un Registro Regionale Biomarcatori Alzheimer e la costituzione di un Comitato Scientifico incaricato di monitorare l’intero percorso. Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione del personale sanitario, alla standardizzazione delle procedure di laboratorio e alla valutazione degli impatti clinici, organizzativi ed economici della sperimentazione. La mia ambizione – ha concluso Scalera – è quella di far diventare la Puglia un modello di riferimento nazionale nell’applicazione della medicina di precisione alle malattie neurodegenerative e costruire un sistema che garantisca equità di accesso all’innovazione, riduca le disuguaglianze territoriali e rafforzi il ruolo della nostra Regione nella ricerca scientifica e nell’innovazione sanitaria. La sperimentazione consentirà di migliorare l’identificazione precoce della malattia, ridurre il ricorso a esami invasivi o ad alto costo quando non necessari, favorire l’accesso appropriato alle terapie innovative e generare dati epidemiologici utili alla programmazione sanitaria regionale. Investire nella diagnosi precoce significa investire nel futuro delle famiglie pugliesi e nella sostenibilità del nostro sistema sanitario. La Puglia ha tutte le competenze scientifiche, professionali e organizzative per raccogliere questa sfida e trasformarla in una grande opportunità di salute pubblica”.