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Stop agli animali vivi come premi a sagre e feste: l’appello delle associazioni ai Comuni pugliesi

Richiesta formale ai sindaci da parte di 12 sigle del terzo settore per far rispettare la legge regionale

Pubblicato da: redazione | Mer, 17 Giugno 2026 - 14:07
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Dodici associazioni animaliste e protezioniste, nazionali e del territorio, hanno inviato ai Comuni della Puglia una richiesta formale di adeguamento alla normativa regionale che vieta la vendita, l’esposizione, la cessione, la detenzione e l’utilizzo come premio di animali d’affezione nell’ambito di fiere, sagre, feste patronali, lotterie e manifestazioni analoghe.

Il riferimento è la Legge Regionale Puglia 19 giugno 2020, n. 2 (“Norme per il benessere, la tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo”), che all’art. 23, comma 4 vieta “la vendita diretta o indiretta di animali in attività ambulanti o occasionali anche a posto fisso” e all’art. 24, comma 4 vieta “l’utilizzo di animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività”.

A rafforzare il quadro c’è una nota della stessa Regione Puglia, datata 28 marzo 2022, che ha chiarito in modo univoco come gli animali d’affezione “non possano essere ivi detenuti né tantomeno venduti” durante fiere e manifestazioni similari. Il divieto, sottolineano le associazioni, non riguarda soltanto cani, gatti, conigli e criceti, ma anche canarini, pesci rossi e altri piccoli animali tenuti “per compagnia o affezione”, secondo la definizione di animale d’affezione data dalla stessa legge.
«La norma è chiara da anni e l’interpretazione della Regione non lascia margini di dubbio: gli animali non sono né merce da banco né premi da lotteria. Eppure in troppe manifestazioni la pratica continua — dichiarano le associazioni — Chiediamo ai Comuni un gesto semplice e civile: applicare la legge che già esiste, a tutela degli animali e dei cittadini».

Fortunatamente non mancano gli esempi virtuosi, come quello del capoluogo regionale, che ha inserito nel proprio regolamento sulla tutela degli animali una norma analoga a quella prevista dalla legge regionale, tanto che nei mercati di Bari le bancarelle di vendita animali vivi sono assenti da diversi anni.
Nonostante il quadro normativo sia chiaro anche a livello regionale, le associazioni continuano a ricevere segnalazioni del ripetersi di queste pratiche in diversi Comuni. Condotte che, oltre a violare le disposizioni regionali, espongono gli animali a rumore, folla, temperature, manipolazione da parte di estranei, trasporto e stazionamento prolungato, in condizioni inidonee al loro benessere. La vendita ambulante di animali vivi solleva inoltre criticità di salute pubblica – dalla diffusione di zoonosi al rischio igienico-sanitario per la vicinanza ad alimenti – e favorisce acquisti d’impulso che troppo spesso si traducono in detenzione inadeguata o abbandono.

Nella richiesta inviata agli enti, le associazioni chiedono ai Comuni di:
• diffondere a uffici comunali, organizzatori e comitati festa una comunicazione che richiami il divieto;
• inserire nei bandi, avvisi, autorizzazioni e concessioni di suolo pubblico una clausola espressa sul divieto;
• prevedere controlli mirati della Polizia Locale, in collaborazione con il Servizio Veterinario ASL e i Carabinieri Forestali;
• valutare l’adozione di un’ordinanza sindacale di carattere generale che ricapitoli il divieto e le modalità di vigilanza;
• considerare le associazioni quali interlocutori per materiali informativi e attività di sensibilizzazione, anche nelle scuole.
Le associazioni firmatarie invitano la cittadinanza a continuare a segnalare le iniziative locali in violazione del divieto regionale, e si dichiarano a disposizione di Comuni e cittadini per ogni chiarimento e per attività di informazione sul territorio.
Le realtà nazionali firmatarie sono: Animal Law Italia ETS, Associazione Animal, Earth ODV, La Fattoria di Nonno Peppino APS, LAV Bari, LAV Taranto, LEAL ETS, LNDC Animal Protection APS, Nati per Amarti ODV, OIPA Italia ODV, Rete dei Santuari di Animali Liberi, Zoout.

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