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Chiusura di tutti e reparti dell’ospedale dell’Oncologico di Bari e, a partire da oggi pomeriggio, anche degli ambulatori: è quanto disposto dal commissario straordinario dell’ospedale Giovanni Paolo II, Alessandro Delle Donne, a seguito dell’accertamento della presenza di legionella nella rete idrica della struttura che potrebbe aver causato anche un decesso. Il caso fa riferimento alla morte di una paziente avvenuta lo scorso 12 marzo, per una polmonite poli-microbica con, in aggravante, la positività al Covid. A seguito delle analisi eseguite nel reparto di Radiologia interventistica, è stata riscontrata la presenza del della legionella nella rete idrica della struttura.

Tracce del batterio sono emerse anche a seguito dei tamponi effettuati nei confronti di tre operatori sanitari e ciò aveva comportato l’immediata chiusura del reparto e la sua sanificazione. Intanto, la famiglia ha sporto denuncia e la Procura di Bari ha aperto un fascicolo delegando i Nas all’acquisizione della cartella clinica. In attesa che sulla morte sospetta si sciolga la riserva della Procura di Bari, il commissario Delle Donne ha richiesto un intervento immediato di bonifica dell’intero istituto tumori.  Così, questa mattina, i pazienti ricoverati nell’Irccs sono trasferiti in altre strutture del Barese, dove saranno ospitati per i prossimi 4 o 5 giorni, così da consentire l’iperclorazione, cioè un intervento ad alta temperatura che uccide il batterio.

L’Irccs ha delegato ad ulteriori approfondimenti la professoressa Maria Teresa Montagna del Policlinico, referente regionale per la legionella. Proprio per lo stesso batterio, il Policlinico di Bari è coinvolto in un’indagine relativa a quattro morti sospette per cui, nelle scorse settimane, erano stati posti sotto sequestro e poi dissequestrati i padiglioni Asclepios e Chini.


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