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Il sindaco di Alberobello, Michele Longo, ha deciso di prorogare fino al 13 aprile le misure già in vigore dal 10 marzo. Tra queste la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine  e grado. “Nessuno studente – scrive il sindaco su Facebook – in presenza, nemmeno i ragazzi con bisogni educativi speciali”. Sospesa anche l’attività di tutti i servizi educativi pubblici (il nido comunale) e privati (le ludoteche ad esempio), compresi gli oratori.
Il coordinamento “La scuola che vogliamo- Scuole diffuse in Puglia” ha quindi scritto una lettera all’Anci, ai prefetti e al sindaco della città metropolitana Antonio Decaro. “Come noto, lo spirito della norma – si legge in un documento –  è quello di consentire, dal 7 aprile prossimo, la ripresa dell’attività scolastica in presenza in maniera eguale ed uniforme su tutto il territorio nazionale, fino al primo anno della scuola secondaria di primo grado, restringendo il potere di deroga in materia di Regioni e Sindaci a ben definite ed estreme condizioni, proprio al fine di evitare quanto già verificatosi nei mesi scorsi, e cioè che alcuni studenti italiani, su tutti campani e pugliesi, venissero discriminati e penalizzati da ripetute ordinanze di chiusura delle scuole emanate dai Governatori regionali e dai Sindaci di alcuni comuni, ordinanze spesso rivelatesi illegittime, come peraltro più volte stabilito proprio dai Tribunali amministrativi di Puglia e Campania”.
“La deroga – continua la nota –  attualmente è infatti consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità, dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica.
Nonostante il tenore e la ratio della norma siano chiari – continua la nota –  il sindaco di Alberobello (Bari) ha firmato un’ ordinanza (la n. 40 del 02 aprile 2021) di sospensione di tutte le attività didattiche in presenza di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale, comprese le scuole paritarie. Tutte le attività didattiche nessuna esclusa, anche se rivolte agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali; i dati richiamati sono generici e riferiti non specificamente al territorio comunale, non spiegano come possano essersi sviluppati focolai in ambiente scolastico in un periodo in cui le scuole sono state chiuse e non indicano la autorità sanitaria che avrebbe fornito le interpretazioni necessarie”. Il coordinamento chiede quindi di fare rispettare la norma nazionale.

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