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“Per le note vicende che vedono implicata la Banca Popolare di Bari, e che si trascinano incredibilmente da mesi e mesi, c’è la necessità di ricevere un forte segnale, un forte impulso con la costituzione di parte civile nel secondo troncone del procedimento in itinere da parte dei 70.000 risparmiatori che hanno visto crollare il prezzo delle rispettive azioni”. L’appello è dell’avv. Giuseppe Ciaccia che segue questa battaglia legale contro l’Istituto di credito fin dal principio in qualità di dirigente dell’Associazione dei consumatori regionale, l’Adoc Puglia.

“Non è possibile – spiegano dall’Adoc –  che a chi ha investito il proprio TFR dopo una vita di sacrificato lavoro gli si impedisca di disinvestire le azioni per procedere all’acquisto di un’abitazione per i propri figli. Una sorte simile l’ha subita chi ha capitalizzato danaro vendendo tutto i suoi averi-beni per poter vivere con una calcolata rendita ma che, in realtà, sprofondato sotto zero, ha dovuto chiedere il reddito di cittadinanza. Oppure, un atto ancora più significativo risulta il caso di quel funzionario che ha invogliato un disabile ad investire 30.000,00€ svaniti nel nulla dopo qualche mese. Hanno avuto un coraggio i vertici aziendali nell’agire senza scrupoli e per curare anche l’interesse personale”, sostiene Ciaccia; il quale aggiunge che “l’Adoc fa bene a gridare vendetta e a pretendere le procedure di trasparenza bancaria da parte delle Autorità di controllo a tutela dei risparmiatori-consumatori”.

Terminata la prima udienza a Bitonto, adesso in campo risultano costituiti 4mila utenti, mentre il Collegio sta valutando l’ammissione delle parti civili come l’Adoc la quale, a gran voce, chiede l’adesione di altre migliaia di cittadini per il 5 maggio 2021 al fine di dare un preciso segnale a chi intende mettere le mani sul risparmio dei baresi e dell’intera comunità.


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