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Coperte e cappellini lavorati a maglia per i neonati: la donazione al Policlinico di Bari

Pubblicato da: redazione | Gio, 6 Maggio 2021 - 08:40
neonato

Copertine, cappellini, sacchi nanna, doudou e baby wrapping lavorati a maglia in lana merinos. Consegna speciale oggi al reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Universitaria del Policlinico di Bari guidato dal professor Nicola Laforgia. A regalare i capi sferruzzati ai neonati ricoverati in incubatrici e cullette è stata l’associazione Cuore di Maglia di Ostuni. “Abbiamo voluto portare questo dono in vista della festa della mamma” ha spiegato Isa Laveneziana, delegata dell’associazione, che ha portato i pacchi in corsia, tutti sanificati e con certificato anallergico. A preparare copertine e sacchi è stato un piccolo gruppo composto da 15-16 appassionate del knitting.

“I piccoli nati prematuri sono stati sottratti al calore dell’utero e sono quasi persi in incubatrici molto più grandi di loro: questi indumenti sono supporti che hanno la funzione di contenimento e che servono al benessere psicologico e allo sviluppo neurologico – spiega la neonatologa Alessandra Foglianese – . Attraverso le copertine e il wrapping i bambini si sentono più avvolti e più sereni. I colori, inoltre, donano allegria e conforto, così le mamme, entrando in reparto, vengono accolte dalla delicatezza e dalla bellezza di questi doni, capaci di avvicinare l’ambiente ospedaliero a quello di casa. Il lavoro delle volontarie non è solo sferruzzare a maglia, ma conoscere anche le esigenze specifiche dei neonati, soprattutto se prematuri, e fare ciò che serve per stimolarli”.

Tra i manufatti regalati ci sono anche i doudou, creazioni colorate lavorate a maglia, che vengono messi a contatto con il corpo della mamma per fare in modo che il tessuto si impregni del suo odore e che vengono poi sistemati nelle incubatrici accanto ai neonati perché possano ritrovare quell’odore materno che sanno riconoscere. “Il doudou vicaria la mamma perché il senso dell’olfatto si sviluppa presto nel feto – aggiunge la dottoressa Foglianese – e serve poi nel neonato a stimolare il cervello e a superare una, talvolta brusca, separazione”.

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