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A Bari è il secondo anno (e si spera l’ultimo) in cui le festività in onore di San Nicola vengono condizionate pesantemente dalle limitazioni anti Covid, sacrificando il folclore popolare vera essenza della traslazione del 1087. Ieri, anziché il corteo storico, si è svolta l’opera teatrale più aulica senza pubblico e in diretta televisiva. “Nicolaus: e venne dal mare”.

Sotto la Basilica anche quest’oggi si è rivisto l’accesso monitorato da tanti agenti (forse troppi) e camionette della forze dell’ordine schierate in successione. Stamattina l’afflusso dei fedeli e dei curiosi è stato blando, non si sono registrate code o assembramenti.  Sia all’esterno dei luoghi simboli del culto cittadino, a cui si aggiunge il limite di 130 presenze nella Basilica durante le cerimonie, sia tra i negozietti tipici del centro storico. Più caotica la situazione ne quartiere murattiano.

“Aspettando il ritorno per strada del nostro corteo storico e della nostra festa – ha detto il sindaco Antonio Decaro -. Quello di oggi è un segnale di speranza, una piccola luce in fondo al tunnel, come riconquistare un pezzetto di normalità. Ricominciamo da San Nicola”. Un pezzetto di normalità che si constata con l’imminente zona gialla da lunedì 10 maggio. Tra i vicoli di Bari Vecchia è possibile incontrare anche qualche visitatore arrivato da fuori regione, in particolare dalla Campania. E dopo quasi un anno di blocco totale si rivedono dei turisti stranieri.


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