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“Lo stato di agitazione è tuttora aperto. Se dal confronto con la Regione non ci saranno risposte in merito al necessario potenziamento della medicina generale, mobiliteremo la categoria”. A parlare è Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia (Federazione dei medici di medicina generale), a margine del Consiglio regionale della categoria che si è tenuto lo scorso 4 giugno.

“La Regione deve dire come intende potenziare la medicina territoriale per riprendere l’attività ordinaria e, al contempo, svolgere quel ruolo di prevenzione che la medicina generale dovrà avere anche ad emergenza pandemica conclusa. Vogliamo e dobbiamo essere messi in condizioni di poterlo svolgere”. La categoria lamenta, in effetti, grande disorganizzazione nella gestione del lavoro dei medici di base all’interno della campagna vaccinale, nonché una “incomprensibile competizione da parte delle altre strutture vaccinali e persino di boicottaggio”, come racconta Nicola Calabrese, vice segretario regionale Fimmg, che prosegue: “I risultati sinora raggiunti dall’azione della Medicina Generale nella fase emergenziale sono il frutto di sacrifici sopportati per spirito di servizio alla comunità e senso del dovere, ma certamente non ripetibili nella prospettiva di una fase ordinaria che chiederà alla Medicina Generale ulteriori impegni. L’attività ordinaria, che dovrà riprendere, richiede che i medici di famiglia siano messi in grado di lavorare”.

Per questo motivo, il Consiglio Regionale Fimmg Puglia, nel fare proprio l’invito del commissario straordinario che invita le Regioni ad aumentare in maniera graduale il contributo della medicina generale per passare ad una fase ordinaria dell’offerta vaccinale,  ritiene improrogabile l’avvio di un confronto con la Regione Puglia, che porti a definire con urgenza il potenziamento strutturale e organizzativo dell’intero settore: priorità, in questo senso, deve essere il tema delle risorse umane – personale di studio e infermieri – di supporto alla professione. In questo ambito, la categoria chiede il completamento del processo avviato con l’Accordo Integrativo del 2007 (DGR 2289/07) e che possa consentire di sostenere la successiva “fase ordinaria” della campagna vaccinale e di garantire il raggiungimento dei suoi obiettivi.

“Senza questa urgente definizione, non sarà pensabile che la Medicina possa sostenere l’ulteriore compito “ordinario” di una campagna vaccinale che, in considerazione dei suoi grandi numeri, non potrà e non dovrà far sacrificare gli altri “ordinari” compiti, l’acuzie, la cronicità, la domiciliarità”, spiegano i referenti della Federazione pugliese dei medici di base, che rivendicano l’attività vaccinale all’interno del sistema di cure territoriali come prerogativa fondamentale del ruolo della medicina generale nel setting della Prevenzione e ribadisce la necessità che siano garantiti gli strumenti strutturali ed organizzativi per poter essere messa nelle condizioni di affrontare la sfida della prevenzione ordinaria a partire dalla prossima stagione autunnale.


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