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Caro gasolio, 15-20 euro in più a settimana per un pieno. Feditalimprese: “Il Governo intervenga”

Pubblicato da: redazione | Gio, 8 Luglio 2021 - 19:00
Benzina
Di fronte all’aumento spropositato del carburante il Governo non può rimanere indifferente.
Feditalimprese sostiene che è necessario adottare seri provvedimenti che aiutino i settori produttivi. La sua proposta è quella di reintrodurre il bonus gasolio e/o la riduzione dell’accisa. “Ad essere penalizzati sono gli automobilisti, ma più in generale ogni settore dell’economia. – afferma Gianluca Micalizzi, presidente di Feditalimprese – Le piccole e medie imprese, infatti, nel tentativo di allargare il raggio della loro attività si ritrovano a dover fronteggiare costi di trasporto eccessivi e quindi sono costrette a ripiegare sul mercato locale in fase di stagnazione”. Fortemente danneggiato assieme agli autotrasportatori, il settore della pesca. Alla voce “gasolio” si registrano aumenti vertiginosi e con l’attuale calo della produzione, non si riesce a mantenere una redditività adeguata.
Non sta meglio il settore agricolo, per il quale è stato stimato un forte rincaro nelle spese di
produzione derivante dal costo del carburante, utilizzato in campagna per alimentare i
macchinari agro-meccanici. Vi è poi una categoria di lavoratori che non può far a meno dell’auto e che anzi fa di essa il proprio “ufficio” e strumento di lavoro: gli agenti di commercio e i rappresentanti; questi soffrono il caro-gasolio direttamente sulle proprie tasche.
Feditalimprese ha manifestato appoggio e solidarietà a tutte queste categorie, così come agli altri settori dell’economia che subiscono seppur indirettamente le conseguenze del caro-gasolio. Tra questi il turismo nelle isole. I conseguenti rincari stagionali nelle tariffe di aliscafi e traghetti scoraggiano infatti gli arrivi e colpiscono di riflesso ristoratori e albergatori. In ultimo, ripercussioni negative potrebbero influenzare anche il commercio dal momento che il consumatore medio si vedrà costretto a limitare i propri acquisti, visto che ogni settimana si ritroverà a dover spendere 15-20 euro in più per un pieno di carburante. E’ quindi importante che l’intervento del governo non si faccia attendere.
“Il costante aumento del prezzo del gasolio registrato in queste ultime settimane sottolinea Gianluca Micalizzi- sta incidendo negativamente sulla stabilità, sui tempi della ripresa ma soprattutto sullo sviluppo di vari settori. La crisi deve essere affrontata con interventi strutturali a sostegno delle imprese. I gravosi oneri contributivi, rischiano, infatti, di avere gravi ripercussioni nella loro crescita e capacità di competere nel mercato”.

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