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Spaccature e faide interne nella malavita di Bari e provincia. La fotografia che emerge dal report della Direzione investigativa antimafia del secondo semestre del 2021 racconta un contesto criminale in continua evoluzione caratterizzato da frequenti spaccature anche interne, sì da far ritenere tuttora sussistente una struttura orizzontale di tipo camorristico al cui interno nuovi soggetti sarebbero sempre pronti a rimpiazzare quelli neutralizzati dall’azione di contrasto dello Stato o da sanguinose faide.

Nell’area metropolitana di Bari i quattro clan storici PARISI-PALERMITI, CAPRIATI, STRISCIUGLIO e MERCANTE-DIOMEDE sembrano ancora in grado di insinuarsi pericolosamente nei centri nevralgici del tessuto sociale produttivo manifestando, tra l’altro, mire espansionistiche anche sui territori della provincia dove le dinamiche mafiose rappresentano l’immagine speculare di quelle che coinvolgono le grandi e strutturate “agenzie criminali” cittadine.

Il clan PARISI che è caratterizzato da una struttura interna di tipo piramidale articolata su vari livelli è formato da una serie di sottogruppi autonomi i quali, nella gestione delle attività criminali, opererebbero in sinergia (non priva di contrasti) nei rispettivi territori. Storicamente radicato nel quartiere Japigia di Bari, il clan continua a manifestare la sua operatività soprattutto nei settori delle estorsioni, del traffico di stupefacenti, della ricettazione e del riciclaggio. Sotto la sua egida nei quartieri San Pasquale, Carrassi e Poggiofranco sono attivi, in sinergia con l’alleato gruppo Velluto, i Fiore-Risoli la cui operatività si è recentemente evidenziata non solo a Bari e in provincia, come nel comune di Gravina di Puglia (BA), ma anche in Basilicata.

Esiti investigativi e di indagine confermano, inoltre, la forte influenza del clan PARISI nella
zona sud est della provincia tramite un referente capace di relazionarsi anche con organizzazioni mafiose lucane operanti nell’illecito settore degli stupefacenti. L’alleata frangia dei PALERMITI sarebbe in grado di gestire direttamente il territorio di interesse anche contrastando le mire espansionistiche di gruppi delinquenziali che tentano di acquisire maggiori ambiti di azione e di potere nella medesima area di azione facente capo ai PARISI. In questi termini vanno letti i contrasti del recente passato fra i clan PARISI e CAPRIATI che, nell’ambito dello smercio di sostanze stupefacenti, avevano evidenziato dapprima il ruolo del braccio destro “proconsole dei PALERMITI” e successivamente quello del gruppo LARIZZI34 vicino ai CAPRIATI.

Attivo storicamente nel Borgo Antico di Bari il clan CAPRIATI estende e rafforza la sua sfera
di influenza oltre che nella città di Bari anche “nella provincia mediante articolazioni territoriali, ciascuna con un territorio di riferimento, strette intorno ad uno o più soggetti carismatici dotati di cariche mafiose elevate”.
Al pari del precedente semestre, il continuo stato di fibrillazione registrato in seno al clan CAPRIATI trova la sua origine nei duri colpi inferti dalle Forze di polizia e dalla Magistratura, nonché nell’azione dell’avverso clan STRISCIUGLIO con il quale si contenderebbe da molti anni l’egemonia nel centro storico del capoluogo e in provincia. Nei quartieri del litorale nord del capoluogo, come San Girolamo, Fesca e San Cataldo risulterebbero presenti i LORUSSO gruppo satellite del clan CAPRIATI in contrasto per il controllo e la gestione delle attività illecite in quei quartieri con l’articolazione CAMPANALE affiliata agli STRISCIUGLIO.

Le lotte di potere che potrebbero generarsi all’interno dei CAPRIATI, nonché il tentativo di
scalata da parte di giovani leve desiderose di guadagnare posizioni di vertice costituirebbero elementi di interesse sotto il profilo evolutivo delle dinamiche criminali del clan in argomento.

Nel rione Madonnella opererebbe il gruppo DI COSIMO-RAFASCHIERI che reduce da una scissione interna che ha dato vita a un’alleanza con soggetti vicini agli STRISCIUGLIO è entrato in aperta contrapposizione armata con il clan PARISI-PALERMITI. Un significativo ed ulteriore elemento di analisi concernente le connessioni tra clan baresi e criminalità albanese perviene dagli esiti della vasta operazione “Los Blancos”  conclusa dalla Polizia di Stato di Firenze il 15 settembre 2020 nei confronti di un agguerrito sodalizio composto da narcotrafficanti skipetari, emerso, tra le altre cose, quale “…principale, se non l’unico, canale di approvvigionamento della cocaina ai clan mafiosi” proprio “ della Madonnella di Bari, riconducibile alle famiglie RAFASCHIERI-DI COSIMO.

Come confermato dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai Carabinieri il 22 luglio
202047 il clan STRISCIUGLIO è inoltre operativo nel quartiere San Paolo di Bari tramite il gruppo TELEGRAFO. Nello stesso rione è attivo il gruppo MISCEO legato fino al 2016 agli STRISCIUGLIO in virtù dell’alleanza con le famiglie MONTANI e TELEGRAFO48. Le indagini condotte nel semestre hanno confermato l’influenza del gruppo anche nel territorio dei comuni di Noicattaro, Rutigliano, Mola di Bari, Acquaviva delle Fonti e Casamassima. Proprio in queste aree è stata acclarata l’attività estorsiva di un elemento legato al gruppo MISCEO ai danni di imprenditori agricoli con il metodo del cosiddetto “taglio dei tendoni”49 di aziende vitivinicole locali.

Fortemente ridimensionato sia dalle vicende giudiziarie che lo hanno interessato, sia dall’apporto collaborativo del suo capo storico deceduto nel 2018 il clan DI COSOLA starebbe attraversando momenti di tensione riconducibili alla volontà degli elementi apicali di conquistare il ruolo di vertice rimasto vacante. Seppur fortemente debilitato il clan sarebbe tornato a occuparsi principalmente del controllo territoriale attraverso le estorsioni esercitando la sua influenza per lo più nella zona considerata da sempre la sua roccaforte cioè comprensiva dei quartieri di Ceglie del Campo, Loseto, parte di Carbonara e Giovinazzo

 

Nel secondo semestre del 2020 il perdurare dell’emergenza sanitaria da COVID-19 ha accentuato le conseguenze negative sul sistema sociale ed economico italiano originate dalle severe misure rese necessarie per contenere l’espandersi del contagio. Delle difficoltà finanziarie dei cittadini e delle imprese potrebbero approfittare le organizzazioni malavitose, per altro sempre più orientate verso una sorta di metamorfosi evolutiva volta a ridurre le strategie cruente per concentrarsi progressivamente sulla silente infiltrazione del sistema imprenditoriale.

Alla luce di queste considerazioni, la Relazione di questo semestre è orientata sull’analisi e l’interpretazione delle possibili strategie d’azione e linee di tendenza evolutive, soprattutto sul piano imprenditoriale nel medio-lungo periodo, delle organizzazioni mafiose che non conoscono confini di settore, geografici e relazionali specie con riferimento al mondo finanziario, politico-amministrativo e delle professioni.


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