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Più di 4mila detenuti a fronte di una capienza di circa 2.500. E’ il dato relativo all’attuale condizione di sovraffollamento delle carceri pugliesi: 12 strutture penitenziarie dislocate sul territorio regionale dal Gargano al Salento, presidiate da un organico di agenti di polizia che, nell’ultimo ventennio, in Puglia, ha perso circa mille unità. I dati sono forniti da Domenico Mastrulli, segretario generale del Coordinamento sindacale penitenziario (Co.S.P.), che parla di un tasso di sovraffollamento nelle carceri pugliesi pari al 115%.

Tagli alle risorse in termini di personale si affiancano ad una generale condizione di sovrannumero che è stata ulteriormente gravata, come racconta il referente sindacale, dalla chiusura delle strutture preposte all’accoglienza dei detenuti malati psichiatrici che, di fatto, si sono riversati negli istituti ordinari. È in questo ambito che vanno contestualizzati i recenti episodi di evasione e violenze che hanno visto coinvolti, in particolare, il penitenziario di Trani, da cui il mese scorso sono scappati due pericolosi criminali – uno dei due risulta ancora evaso e latitante – e quello di Bari: da qui si è allontanato, domenica sera, un detenuto originario di Lecce, approfittando di un ricovero nel Policlinico di Bari.

Una doppia beffa, nonché un grave rischio, nei confronti degli agenti in turno di piantonamento, secondo Domenico Mastrulli, poiché in un regime di equilibrio delle risorse, il servizio di piantonamento sarebbe potuto essere svolto da quattro agenti anziché due. È in questo stesso ambito che, ricorda il segretario generale Co.S.P., lo scorso anno è avvenuta la rivolta dei detenuti nel carcere di Foggia dove, in pieno periodo pandemico, sono evasi ben 75 persone sottoposte al regime restrittivo della libertà.

Nel penitenziario di Trani, il sindacato segnala una carenza di 50 unità tra il personale, a fronte di un numero di detenuti che supera di 200 unità la capienza della struttura e nel carcere di Bari, le cifre sono esattamente raddoppiate: numeri che stridono, al contrario, con l’attività di un altro penitenziario, a Turi, dove i detenuti sono un centinaio e che, secondo la Legge Severino si potrebbe accorpare ad altre strutture in modo da ridistribuire in modo ottimale agenti e personale in genere. A ciò si aggiungono le cattive condizioni igienico sanitarie che, da tempo, Co.S.P. Puglia segnala per la gran parte delle carceri della regione, a partire da quella di Bari, dove la stessa sezione femminile di cui era stata richiesta la chiusura per inagibilità è state recentemente adibita a ricovero dei detenuti malati di Covid durante il periodo più buio della pandemia.

Su queste tematiche, quanto mai prioritarie per la sicurezza dell’intera regione, i sindacati di categoria intendono richiamare l’attenzione del ministro della Giustizia Marta Cartabia, che quest’oggi sarà in visita a Bari per l’incontro ufficiale con Roberto Rossi da ieri procuratore della Repubblica di Bari, dopo la nomina dell’8 settembre scorso dal plenum del Csm. (foto una delle proteste del carcere di Bari)


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