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“Dopo il Covid la situazione è nettamente peggiorata, ma non si sta facendo nulla di concreto per cambiare le cose”. E’ quanto ha raccontato a Borderline24, Lorenzo Moretti, vicepresidente della fondazione Ciao Vinny, in merito alla situazione della sicurezza stradale nel Barese.

Dalla pericolosità dettata dall’assenza di una legislazione in merito alla circolazione dei monopattini, agli eventi di sensibilizzazione in merito al tema sicurezza stradale sempre più sporadici e senza un percorso culturale di educazione che sia continuo sul territorio. Sono solo alcune delle problematiche che Moretti ha voluto sottolineare anche in vista di oggi, giornata  dedicata al ricordo delle vittime della strada.

“Dopo il lockdown si sono aperte le gabbie – ha raccontato – il peggioramento è evidente, soprattutto per il numero degli incidenti in monopattino. Temo, in tal proposito, che i numeri della polizia locale non siano veritieri, perché in molti, sapendo di essere in torto, non denunciano, neanche quando arrivano distrutti al pronto soccorso – ha dichiarato riferendosi alla sua attività in qualità di ortopedico. Secondo Moretti, in particolare, l’aumento degli incidenti rispetto agli scorsi anni c’è, ma si fa ben poco per cambiare realmente le cose.

“Ci si limita a fare campagne pubblicitarie una volta ogni tanto o quando muore qualcuno – ha proseguito – ma per poter cambiare le cose e dunque poter cambiare i numeri è necessario fare campagne fisse. Bisogna agire su due fronti, quello repressivo e quello educativo-culturale. Il primo ogni tanto lo si fa, quello culturale non esiste. E’ dato dai singoli eventi, singole associazioni, un tema per cui non viene speso un euro, ma non solo a livello locale. Una sola manifestazione una tantum non ha senso, bisogna lavorare su programmi annuali”.

I dati, nel Barese, così come in Italia, non sono positivi. Concentrandoci sul capoluogo pugliese, solo nel 2020, secondo l’indagine Aci,  gli incidenti stradali sono stati in totale 2578, con 3980 feriti e 46 morti. Negativi anche i dati su pedoni e ciclisti coinvolti che ammontano rispettivamente a 286 feriti con 4 morti per i primi e 150 (con 3 morti) per i secondi. Come se questi numeri non bastassero, ad aggravare ulteriormente la situazione ci sono i dati emersi dal rapporto “Ecosistema urbano” di Legambiente e Ambiente Italia, secondo il quale,  Bari è al 99esimo posto (su 105) per quanto riguarda il numero delle vittime della strada. Il dato è infatti peggiorato e, calcolando morti e feriti ogni 100 abitanti, è a 7.910. A questo si aggiungono anche gli obiettivi europei da cui l’Italia, ha sottolineato Moretti “è ben lontana”.

“L’obiettivo del 2020 era quello di diminuire le vittime di meno 50% rispetto al 2010, ma in Italia – ha proseguito Moretti – nel 2019, quindi parliamo di un anno prima della pandemia, abbiamo avuto solo una diminuzione del 21%. Siamo lontanissimi da quelli obiettivi ed è sintomo di qualcosa che non va. Un cambiamento in termini di miglioramento dei numeri c’era stato quando era entrata in vigore la patente a punti, è necessario fare tante opere, anche medie, ogni tot anni, per avere incrementi positivi continui con il tempo. Ma questo, adesso, manca. E’ importante fare repressione, aumentare i controlli e soprattutto fare cultura, tanta. E’ più difficile, ma porta a risultati a lungo termine. Non possiamo solo piangerci addosso quando ci sono i morti su strada, bisogna fare ogni tentativo per il futuro” – ha concluso.


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