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Foggia, sfruttato e picchiato in un ghetto: la denuncia di un bracciante

Pubblicato da: redazione | Mar, 18 Gennaio 2022 - 18:38
finanza

Prova a ribellarsi per le condizioni lavorative, ma viene picchiato. E’ accaduto ad un bracciante agricolo del ghetto di Torretta Antonacci, tra San Severo e Rignano Garganico, nel Foggiano.

L’uomo, secondo quanto raccontato alla Flai Cgil di Foggia, che ne ha raccolto la testimonianza, era costretto a vivere in un container e veniva retribuito 4,50 euro all’ora per circa 12 ore lavorative nei campi. Dal compenso venivano inoltre trattenuti 5 euro al giorno “per il trasporto nel furgone dal ghetto al luogo di lavoro”.

La testimonianza, documentata anche in tre video pubblicati sulle pagine social del sindacato, vede il bracciante raccontare la sua esperienza utilizzando parole come “mafia” e “capo nero” per indicare la persona che avrebbe gestito il lavoro e la permanenza dei migranti nel campo.

“Sono arrivato da Torino nel 2020 – racconta e mi avevano dato un posto letto in un container che avevo pagato 150 euro. Ogni mattina, con altri 20 braccianti, venivano portati con un furgone dal ‘capo nero’ a lavorare nei campi, dalle 6 per 11-12 ore. Quando mi sono ribellato, pretendendo un paga più alta, qualcuno è venuto a picchiarmi mentre dormivo, sono finito anche in ospedale” – ha sottolineato parlando inoltre di “gruppo di mafia” che gestisce il ghetto dove “tutti hanno paura”.

Immediata la risposta della Flai Cigil di Foggia che non ha esitato a denunciare, in seguito alla testimonianza di un’aggressione, “Violenza e criminalità organizzata al Granghetto di Torretta Antonacci” e, inoltre, “la descrizione evidente della struttura di potere che è nata, gestita come il peggiore dei fenomeni mafiosi e camorristici, regolamentata da un clima di terrore, dove i caporali si occupano della gestione del lavoro e chi prova a ribellarsi diventa vittima del sistema, violento e pericoloso” – hanno concluso.

Foto repertorio

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