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Con l’approdo del Bari paralimpico sperimentale di calcio a 7 alle fasi finali nazionali, abbiamo intervistato Stefania D’Elia, responsabile dell’associazione sportiva dilettantistica ‘Vinci con noi’ che ci ha illustrato come funziona questo mondo in continua espansione.

La squadra di calcio a 7 fa parte del più ampio contesto denominato DCPS, acronimo per Divisione Calcio Paralimpico Sperimentale. Nato nell’ottobre del 2019 e inserito nel mare magnum della FIGC. “La FIGC è attualmente l’unica federazione al mondo che può contare e vantare delle squadre con disabilità” ci spiega Stefania D’Elia.

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto dai ragazzi e siamo carichi per la fase finale che si svolgerà a Roma – racconta D’Elia – andiamo lì per vincere. Il Bari se la può giocare alla pari con tante squadre nonostante Juventus e Insuperabili”.

Le squadre della DCPS vengono quasi sempre “adottate” dalle società già presenti nei vari campionati di calcio nazionali, per la ASD Vinci con Noi, ci ha pensato la SSC Bari, che ha regalato i kit ufficiali di gara agli atleti, per poter sfoggiare sul campo i colori della città.

Vinci con Noi ha trionfato nel proprio livello, vincendo contro Lecce e Delfino Manfredonia, grazie anche al lavoro di Massimiliano Tangorra, vecchia conoscenza del Bari e allenatore della squadra.

“La fase nazionale ha un peso enorme – spiega D’Elia – abbiamo arbitri di Serie A e una telecronaca ufficiale. Lavoro immenso per poter dare risalto a questo lato dello sport”.

“I ragazzi che fanno parte di questa categoria presentano varie diagnosi – continua D’Elia – di carattere intellettivo, relazionali, psichiatriche e sensoriali. In Serie B ci sono anche 4 ragazzi affetti da autismo e vederli giocare a calcio è straordinario. Entro il 2024 tutte le espressioni di calcio paralimpico entreranno nel DCPS”.

Infine Stefania D’Elia racconta anche cosa accade dopo le partite, la messa in atto del cosiddetto terzo tempo, collante sociale fortissimo per tutti i ragazzi: “Organizziamo sempre il terzo tempo alla fine delle partite esattamente come nel rugby. Ci sediamo tutti insieme e mangiamo i piatti tipici della cucina locale. Il tutto per unire i ragazzi e creare un contesto sociale degno di tale nome”. (foto asd vinci con noi)


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