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Prosegue senza alcuna tregua il confronto armato fra Israele e la Jihad islamica a Gaza. Lo scontro è iniziato nella giornata di ieri, dopo giornate di tensione altissima in seguito all’uccisione di un responsabile militare della fazione islamica.

Secondo il portavoce militare israeliano, Ran Cochav, è prevedibile che l’operazione ‘Breaking Dawn’ proseguirà ancora per almeno una settimana ancora. Nel frattempo, in una sola notte, Gaza ha subito 30 attacchi aerei. In particolare, verso Israele sono stati lanciati oltre 160 razzi, di essi 30 sono caduti all’interno della Striscia, mentre 130 hanno varcato il confine. Inoltre, 60 ono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome e 30 sono finiti in mare. Drte. Nelle stesse ore Israele ha condotto 30 attacchi a Gaza, colpendo 40 obiettivi, tutti della Jihad islamica. Attualmente, secondo fonti mediche di Gaza si contano 11 morti, tra cui una bambina di cinque anni e due civili, e oltre 80 feriti.

Nel frattempo, la centrale elettrica di Gaza ha cessato le attività. È quanto riferito dall’agenzia di stampa palestinese Maan, la causa sarebbe da ricondurre alla mancanza di diesel. Nella giornata di ieri, il ministro israeliano della difesa Benny Gantz aveva autorizzato l’ingresso a Gaza di sei camion di combustibile, ma mentre si accingevano a passare per il valico di Kerem Shalom – chiuso da quattro giorni e aperto solo per loro – l’aviazione è passata all’azione uccidendo a Gaza City un capo militare della Jihad islamica. Il valico è stato subito chiuso, i camion sarebbero rimasti bloccati sul versante israeliano.

Foto Ansa


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