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“Sono stato costretto a scoraggiare l’uso delle docce mettendo un sovrapprezzo per ridurre la spesa di acqua, elettricità e gas”. A raccontarlo a Borderline24 è Francesco Zonno, istruttore e proprietario di una palestra nel Barese, che non nasconde la sua preoccupazione per il futuro, ma anche per l’immediato presente per via del caro bollette che non sta risparmiando nessuno.

Dall’aumento del costo degli abbonamenti, alla riduzione delle fasce orarie previste per gli allenamenti, ma non solo. Anche strategie che, di fatto, scoraggiano l’utilizzo di “comfort”, prima compresi nel prezzo, che allo stato attuale, gravano sul costo della bolletta. Sono solo alcune delle soluzioni messe in atto dai gestori delle palestre costretti a correre ai ripari per via di un aumento vertiginoso dei costi. In tanti, sottolinea Zonno, hanno preferito aumentare il costo degli abbonamenti “perché dopo due anni persi, per via dell’emergenza sanitaria, c’è anche bisogno di guadagnarci qualcosa, non solo di ammortizzare”.

Zonno, in particolare, ha deciso di far pagare 50 centesimi per ogni doccia. “Personalmente – ha sottolineato – ho scelto di non andare a gravare ulteriormente sulle tasche degli utenti. Tutti stiamo vivendo un momento difficile. Per non aumentare il mensile, come hanno fatto molte altre palestre, sto sperimentando questa alternativa così che quel costo in più che ho per la caldaia o per l’acqua nel momento in cui vengono utilizzate le docce, viene ammortizzato dagli utenti che scelgono di pagare per farsela. Questo però è solo uno dei fattori, abbiamo moltissime spese, per sopperire ho ridotto le ore di apertura, togliendo alcune fasce orarie, posso solo sperare che basti. L’alternativa sarebbe stata chiudere in alcune giornate, perdendo una fetta degli utenti” – ha evidenziato specificando quelli che sono i costi attuali aumentati, almeno per quanto riguarda la bolletta dell’elettricità, di circa il 300/400%.

“Se prima pagavo intorno ai 500 euro, ora pago mille – ha aggiunto – e sto parlando di costi relativi al periodo in cui, per via delle normative Covid, in palestra era vietato fare la doccia. Quelli sono anni di lavoro persi che non recupereremo, due anni di spese fisse, palestra chiusa e bolletta che arrivava comunque, assieme al mutuo. Adesso, con il caro bollette, non potrà solo che peggiorare, il timore cresce man mano che ci addentriamo nei mesi più freddi” – ha sottolineato ancora ricordando che non tutte le palestre possono sfruttare la luce del giorno lasciando spenta l’elettricità per molte ore.

“Purtroppo, avendo una palestra in cui le attività si svolgono soprattutto nel locale sotterraneo – ha precisato – aspiratori e luci sono accesi tutto il giorno. Guardo al futuro e cerco strategie adatte, la mia vera sfida adesso non solo è capire come riuscire a non aumentare i prezzi che hanno sulla mensilità gli utenti, ma anche sopravvivere, portando a casa il minimo dello stipendio per vivere e sfamare la mia famiglia. Di questo parliamo, di persone che devono sopravvivere” – ha concluso.

Non si tratta di un caso isolato, anche altre palestre, come già sottolineato, stanno cercando soluzioni nel tentativo di “sopravvivere alla tempesta del caro prezzi”. Fattore che però in tanti casi sta portando gli utenti a rinunciare ai corsi in palestra che, a seconda delle zone, hanno subito aumenti che vanno dai 10 ai 30 euro. Non a tutti piace questa situazione, è il caso di un noto circolo del Barese che negli scorsi giorni, ha comunicato non con poco rammarico ai propri utenti di “dover rivedere i listini”. L’aumento, in questo caso specifico, riguarda le quote sociali, con un incremento di 10 euro e, inoltre, di un euro all’ora per l’utilizzo dei campi sportivi.

“Teniamo a precisare – sottolineano – che, come intuibile, gli aumenti suddetti non costituiscono per noi un integrale ristoro dei maggiori costi oggi sopportati, ma rappresentano il minimo vitale per consentirci di continuare a fornire ai Soci gli stessi servizi e la loro qualità che da sempre consentono a tutti i soci di sentirsi a casa. E’ appena il caso di sottolineare che l’aumento dei listini è suscettibile ad essere rivisto e revocato, ove, come tutti speriamo, i prezzi di materie prime e dell’energia dovessero tornare ai livelli antecedenti agli impensabili recenti aumenti”- concludono.


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