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Sorpresi a bruciare rifiuti, due arresti nel Barese. Tra i materiali anche scarti pericolosi

L'accusa è di gestione e combustione illecita

Pubblicato da: redazione | Ven, 31 Ottobre 2025 - 12:43
bruciavano rifiuti

Colti sul fatto, mentre davano fuoco a un cumulo di rifiuti appena scaricato in un terreno agricolo. Un uomo e una donna, entrambi residenti a Sannicandro di Bari, sono stati arrestati dai Carabinieri forestali e dalla Stazione di Cassano delle Murge con l’accusa di gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi. I militari, già impegnati in indagini su roghi e smaltimenti abusivi nella zona, avevano notato i due a bordo di un autocarro con cassone ribaltabile lungo la strada provinciale che collega Cassano delle Murge a Sannicandro. Il mezzo trasportava grandi sacchi da cantiere, i cosiddetti “big bag”, comunemente usati per rifiuti edili.

Insospettiti, i Carabinieri hanno deciso di seguirli a distanza. Il camion è stato poi visto deviare su una strada interpoderale e fermarsi in un fondo agricolo. Lì, dopo aver scaricato i rifiuti, i due hanno ammassato rami secchi e carta sopra il cumulo e vi hanno dato fuoco. A quel punto i militari sono intervenuti, bloccandoli mentre tentavano di allontanarsi. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo lavorava come operatore ecologico per una ditta che si occupa di igiene urbana, risultata completamente estranea ai fatti. Il mezzo utilizzato per il trasporto dei rifiuti, infatti, era intestato all’azienda e l’uomo se ne sarebbe appropriato indebitamente.

Tra i materiali dati alle fiamme sono stati rinvenuti scarti edili, batterie al piombo, plastica, metalli, carta, miscele bituminose e componenti elettronici (RAEE), alcuni dei quali classificati come rifiuti pericolosi. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto nel carcere di Bari, mentre la donna è finita agli arresti domiciliari. L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Bari. Le indagini sono ancora nella fase preliminare, e la responsabilità dei due indagati dovrà essere accertata in sede processuale, nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa. L’operazione rientra nel quadro della collaborazione costante tra il reparto forestale e l’Arma territoriale, rafforzata dalle nuove norme introdotte dal decreto legge 116 dell’8 agosto 2025, che ha inasprito le pene per i reati ambientali e potenziato gli strumenti di contrasto alla gestione illecita dei rifiuti.

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