ANP Puglia (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola) esprime ferma condanna per le minacce e i tentativi di aggressione subiti dalla dirigente Rosangela Colucci dinanzi alla sua scuola, il “Giulio Cesare” di Bari, mentre era in corso un chiarimento con un gruppo di genitori sulle cause e sulle modalità di gestione di una temporanea diversa allocazione di alcune classi spostate dalla sede ex “Romanazzi” a quella di Viale Einaudi, con conseguente e inevitabile adozione di “doppi turni” nell’orario delle lezioni.
“Gli atti posti in essere, oltre che condannabili in quanto tali e soprattutto odiosi perché avvenuti durante un tentativo di dialogo da parte della collega – si legge in una nota – sono ancora più insensati in quanto chi li compie dovrebbe pur essere cosciente – anche per l’enfasi mediatica su recenti fatti di cronaca nelle scuole e sulle loro ricadute in termini di nuovi interventi normativi in materia – che il personale scolastico, come quello sanitario, è particolarmente protetto dalla legge penale e che le violenze contro di esso, mentre è impegnato nel suo lavoro, sono duramente punite”.
“Nel ribadire la solidarietà alla collega, vogliamo tuttavia richiamare l’attenzione sul fatto, già da noi evidenziato in passato, che il frettoloso e anomalo procedimento che portò alla fusione fra le due scuole – attuata a partire dallo scorso 1° settembre – avrebbe generato problemi e possibili tensioni nell’allocazione e nella gestione degli alunni, essendo la sede ex “Romanazzi” interessata a lavori finanziati con il PNRR oltreché a lavori di manutenzione straordinaria di uno dei suoi plessi, non ancora terminati. A suo tempo (primavera-estate del 2025) sostenemmo, e non da soli ma comunque inascoltati, che ci si sarebbe potuta prendere una pausa di riflessione in attesa di avere la piena disponibilità della nuova sede del “Romanazzi” e, nel frattempo, rispettando il numero totale di fusioni previste, coinvolgere nel dimensionamento altre e diverse scuole del territorio comunale, in particolare quelle del primo ciclo, che vedono a Bari la presenza di direzioni didattiche e scuole medie ancora autonome in quanto tali, senza che sia attuato pienamente il processo di realizzazione degli istituti comprensivi – previsti dalla legge – con l’unione fra scuola primaria e scuola media. Ma la Città Metropolitana, con la completa assenza in questo dibattito del Comune di Bari, all’epoca presumibilmente “distratto” dalla successione fra vecchio e nuovo Sindaco, spinse per l’attuazione immediata del provvedimento”, conclude la nota.