Dopo la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Bari, che ha condannato 12 militanti per riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni, arriva la presa di posizione di CasaPound. A intervenire è il portavoce nazionale del movimento, Luca Marsella, che in una nota commenta l’esito del processo legato ai fatti avvenuti nel quartiere Libertà di Bari il 21 settembre 2018, quando alcuni militanti furono coinvolti in un’aggressione ai danni di manifestanti antifascisti.
“Sulla sentenza di Bari abbiamo visto molte letture sbagliate. Siamo ancora al primo grado di giudizio e attendiamo di leggere le motivazioni, ma non possiamo negare che nei nostri confronti è stata fatta una provocazione”, afferma Marsella. Il portavoce non nega quanto accaduto quella sera, parlando di una rissa, ma solleva interrogativi sull’organizzazione dell’ordine pubblico: “Non neghiamo quanto avvenuto, è avvenuta una rissa ma dovrebbero spiegarci perché è stato consentito ad un corteo di arrivare proprio davanti alla nostra sede di Bari”. Marsella sottolinea inoltre come i fatti risalgano a diversi anni fa e ribadisce la posizione del movimento: “Non ci siamo mai nascosti su ciò che siamo e stiamo parlando di un fatto di diversi anni fa”. Nel frattempo, la Regione Puglia si è costituita parte civile.
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