La Regione Puglia ha deciso di prorogare per i mesi di marzo, aprile e maggio 2026 la misura “Sostegno Familiare”, garantendo continuità all’intervento rivolto alle persone con disabilità gravissima non autosufficienti e alle loro famiglie. La decisione è stata assunta dalla giunta regionale con l’approvazione dell’estensione del beneficio.
La platea dei destinatari è stimata in circa 5.640 persone. L’intervento prevede per ciascuna delle tre mensilità un contributo pari a 700 euro e una dotazione finanziaria complessiva di 11.844.000 euro. La misura è rivolta sia agli attuali beneficiari sia ai soggetti collocati in posizione utile in graduatoria, purché in possesso dei requisiti previsti dall’avviso pubblico. “Con questo atto – dichiara l’assessore regionale al Welfare, Cristian Casili – la Regione Puglia compie una scelta politica chiara e responsabile: confermare, anche nel 2026, un presidio essenziale di welfare territoriale, assumendosi direttamente l’onere di garantire continuità assistenziale in un ambito segnato da ritardi e incertezze a livello nazionale”.
Casili ha sottolineato lo sforzo finanziario sostenuto dall’ente regionale in un contesto di incertezza legato alla mancata definizione del Piano nazionale per la non autosufficienza. “Stiamo sostenendo – prosegue Casili – uno sforzo di bilancio rilevante e consapevole, in attesa che il governo centrale definisca e renda operativo il Piano nazionale per la non autosufficienza. In assenza di un quadro di programmazione nazionale certo, la Regione Puglia ha scelto di non arretrare e di esercitare pienamente il proprio ruolo istituzionale di garante dei diritti sociali fondamentali. L’estensione della misura – conclude – risponde alla necessità di assicurare stabilità e continuità agli interventi già in essere, nelle more della definizione dei futuri strumenti di programmazione nazionale. Il Sostegno Familiare è una misura strutturale di welfare regionale che sostiene la domiciliarità, riconosce il valore sociale della cura e rafforza il sistema pubblico”, conclude.