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Imprenditore aggredito e minacciato di morte nel Barese, in corso le indagini

Gli è stata rubata anche l'auto, ritrovata poi completamente bruciata

Pubblicato da: redazione | Sab, 28 Febbraio 2026 - 11:37
carabinieri

Aggredito, picchiato e minacciato di morte nel parcheggio della sua azienda. È accaduto il 18 febbraio scorso a Palo del Colle, nel Barese, dove un imprenditore 51enne è stato rapinato della propria auto e di oggetti preziosi. L’episodio è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza dello stabilimento, un pastificio situato lungo la statale 96.

La vittima è Peppino Milo, amministratore delegato del Gruppo Milo spa. Secondo quanto denunciato ai carabinieri, tre uomini vestiti di nero, con il volto coperto e guanti alle mani, si sarebbero introdotti nell’area parcheggio dopo aver manomesso le fotocellule del cancello elettronico. Dalle immagini si vedrebbero i tre avvicinarsi a una Bmw X6 parcheggiata, impugnando oggetti, forse arnesi da scasso. Poco dopo le 19 l’imprenditore avrebbe raggiunto la vettura, sorprendendo i malviventi. Uno di loro lo avrebbe immobilizzato da dietro stringendogli la gola con il gomito e puntandogli al fianco un oggetto metallico appuntito. Dopo averlo scaraventato a terra, i rapinatori si sarebbero impossessati di un orologio Rolex e di due braccialetti.

Durante l’aggressione sarebbero state pronunciate minacce di morte e riferimenti ai figli dell’imprenditore. I tre si sarebbero poi allontanati a bordo della Bmw rubata, seguiti da un’altra auto con un quarto uomo in attesa nei pressi dell’ingresso. Il giorno successivo la vettura è stata ritrovata completamente bruciata in campagna. L’imprenditore ha riportato ferite giudicate guaribili in sette giorni. Assistito dal suo legale, ha presentato denuncia consegnando i filmati agli inquirenti, che stanno indagando per identificare i responsabili. “Sono ancora turbato e non mi sento tutelato”, ha dichiarato all’Ansa. “Ho dovuto mettere una guardia armata per la sicurezza dei miei dipendenti, perché temo per la mia e la loro incolumità”.

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