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Oltre la parola, la musica: la sfida a San Girolamo per una Bari realmente inclusiva

La sfida del Mito di Efesto. L’appello a Leccese: "Serve una sede"

Pubblicato da: Adalisa Mei | Mer, 4 Marzo 2026 - 09:06
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Oltre la parola, dove il ritmo diventa l’unico ponte possibile. Sul waterfront di Fesca-San Girolamo, negli spazi della scuola surf, si ascolta la musica insieme al suono del mare. È qui infatti che l’associazione “Il Mito di Efesto Aps” sta scrivendo una pagina di inclusione straordinaria, trasformando la musicoterapia in un linguaggio universale per bambini e ragazzi con disabilità e neuro-atipicità.

Da tre anni l’associazione semina bellezza tra i corridoi dell’istituto comprensivo Massari Galilei di Bari. Oggi, grazie alle campagne solidali e al prezioso contributo dei Lions Clubs del Distretto 108 AB Puglia,  quel seme è diventato qualcosa di moto più grande: il progetto di musicoterapia attiva e creativa è stato potenziato ed esteso a tutti i soci. A guidare i ragazzi è Rocco Peconio, pianista e musicoterapeuta: “Offriamo uno spazio in cui ogni persona possa esprimersi, anche oltre la parola. Attraverso il ritmo e l’improvvisazione costruiamo relazioni autentiche e rafforziamo l’equilibrio tra corpo e mente”. In queste sessioni, la musicalità personale diventa comunicazione non verbale, un canale vitale per chi fatica a farsi sentire con la voce.

L’obiettivo del Mito di Efesto è ambizioso: trasformare Bari in una città realmente accessibile per chi vive lo spettro autistico. Non si parla solo di scivoli o barriere architettoniche, ma di sensibilizzazione culturale e formazione. “Il nostro impegno nasce dall’ascolto quotidiano delle famiglie –  spiega il presidente dell’associazione Vito Spadavecchia – Non chiediamo privilegi, ma diritti e opportunità. Rendere Bari realmente inclusiva significa lavorare sulla cultura, sui servizi e sulla formazione. Continueremo a proporre progetti concreti perché l’inclusione sia una pratica quotidiana”.

Nonostante i successi e il supporto a decine di famiglie, l’associazione combatte contro un nemico invisibile: l’assenza di una sede stabile. Un luogo che non sia solo un ufficio, ma un presidio sociale permanente, uno sportello di ascolto dove le famiglie non si sentano sole. L’appello oggi viene rilanciato pubblicamente con forza al sindaco Vito Leccese: una sede per il Mito di Efesto significherebbe dare una casa a un servizio che cambia concretamente la vita dei baresi. Perché se una canzone può cambiare una giornata, una sede può rafforzare un servizio e una città inclusiva migliora, finalmente, la vita di tutti.

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