Si ferma la corsa al ribasso dei prezzi dei carburanti in Puglia. Dopo l’altalena delle quotazioni internazionali del greggio, la rete distributiva regionale registra oggi una fase di stasi, con aggiustamenti definiti “infinitesimali” dal Codacons. Secondo i dati regionali del Mimit, in Puglia il prezzo medio del gasolio si è attestato a 2,160 euro al litro, segnando un calo quasi impercettibile di appena un millesimo rispetto ai 2,161 euro di ieri. Un dato che colloca la regione leggermente al di sopra della media nazionale (2,154 €/litro), confermando il tacco d’Italia tra le aree più costose per i rifornimenti. Leggera flessione anche per la benzina, che si ferma a una media di 1,790 euro/litro.
Mentre Bolzano e Sicilia registrano cali superiori al centesimo, in Puglia – come nel resto del Paese – il trend discendente ha perso vigore. In autostrada la situazione resta critica: il diesel viaggia sui 2,187 euro/litro, mentre la verde tocca quota 1,813 euro/litro.
Il rischio, avvertono le associazioni dei consumatori, è che si tratti di una calma piatta prima della tempesta. “Il trend si è quasi fermato – spiega il Codacons – e senza un accordo diplomatico sullo Stretto di Hormuz, il petrolio rischia di tornare a impennarsi”. Un’eventualità che si tradurrebbe in una nuova ondata di rincari alla pompa già nei prossimi giorni, aggravando i costi logistici in una regione dove il trasporto su gomma è vitale per l’agroalimentare.