La rete dei trapianti in Puglia continua a crescere e a rafforzarsi, segnando nel 2025 un nuovo passo in avanti sia sul piano dei numeri che su quello organizzativo. In dodici mesi sono stati eseguiti 296 trapianti, rispetto ai 223 dell’anno precedente, con un incremento complessivo del 32,7% che conferma un sistema sanitario in espansione e sempre più strutturato.
Tra i risultati più significativi spiccano i trapianti di cuore, che passano da 73 a 108 in un anno. Un dato che porta il Centro Cuore del Policlinico di Bari a posizionarsi come riferimento europeo per volumi di attività. Un risultato sostenuto anche dalla capacità delle équipe mediche di operare non solo sul territorio nazionale, ma anche all’estero, con interventi di prelievo effettuati in diversi Paesi europei tra cui Francia, Svizzera, Grecia, Ungheria e Regno Unito.
L’andamento positivo riguarda anche gli altri programmi trapiantologici. I trapianti di rene salgono da 89 a 120, includendo 23 interventi realizzati nel Centro trapianti di Foggia, riattivato nel corso dell’ultimo anno, e 25 trapianti da donatore vivente eseguiti al Policlinico di Bari. Anche il fegato registra una crescita, passando da 61 a 68 trapianti, sostenuta dall’attivazione di un nuovo reparto dedicato al danno epatico e al trapianto, che ha contribuito a migliorare il percorso assistenziale dei pazienti.
Dietro questi numeri si conferma una rete regionale articolata, composta da 22 coordinamenti ospedalieri di procurement che lavorano in collegamento con il Centro Regionale Trapianti e il Centro Nazionale Trapianti. Una struttura che consente di gestire in modo più efficiente le diverse fasi del processo donativo e trapiantologico.
Nel corso del 2025 sono state registrate 139 segnalazioni e 76 donatori effettivamente utilizzati, a testimonianza di una capacità crescente di intercettare e rendere operativi i percorsi di donazione. Resta però il tema delle opposizioni, che si attestano al 34,5%, un dato che evidenzia come resti ancora spazio per rafforzare la sensibilizzazione sul tema della donazione.
Sul fronte dell’innovazione, l’anno appena trascorso ha visto anche l’avvio del programma DCD, la donazione a cuore fermo, con 9 donatori registrati a fine anno. Un ulteriore passo che amplia le possibilità di accesso ai trapianti e le opportunità per i pazienti in lista d’attesa.
Per quanto riguarda i tempi di attesa, la regione si colloca tra le realtà più performanti a livello nazionale: circa 5 mesi per il trapianto di cuore contro una media italiana di circa 3 anni, 7 mesi per il fegato rispetto ai 18 mesi nazionali, mentre per il rene i tempi si attestano a 3 anni e 8 mesi, leggermente sopra la media italiana.
Nel sistema regionale si inserisce anche l’attività legata al midollo osseo. Nel 2025, nell’ambito della rete IBMDR, sono state effettuate 29 donazioni di cellule staminali emopoietiche da donatori non consanguinei e 13 da familiari, oltre a 89 raccolte autologhe utilizzate soprattutto in ambito ematologico.