La vicenda del giornalista e documentarista palestinese Ahmed Shihab-Eldin, attualmente detenuto in Kuwait da oltre un mese, continua a suscitare attenzione e preoccupazione anche nel mondo istituzionale italiano.
A intervenire è il sindaco di Bari Vito Leccese, che ha espresso la propria adesione all’allarme lanciato dal Committee to Protect Journalists e ha manifestato sostegno all’appello dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per la liberazione del docente, figura pluripremiata nel campo del giornalismo e della documentaristica.
Shihab-Eldin, che insegna all’Università di Bari, sarebbe fermo in Kuwait per accuse al momento non specificate. Una situazione che ha spinto diverse realtà accademiche e associative a chiedere chiarimenti e trasparenza sul suo caso, anche in relazione al suo lavoro giornalistico svolto negli anni su temi sensibili come la questione palestinese e quella iraniana.
Nel suo intervento, il sindaco Leccese richiama il contesto internazionale attuale e il ruolo dell’informazione indipendente, sottolineando come episodi di questo tipo si inseriscano in uno scenario più ampio di tensioni e restrizioni che riguardano la libertà di stampa.
“In un momento storico segnato da continue violazioni di diritti che credevamo inalienabili – dichiara Vito Leccese -, l’impegno riconosciuto di Ahmed Shihab-Eldin per l’informazione e il diritto di cronaca, specie sulla questione palestinese e iraniana, rischia di essere assimilato a un crimine.
Da quasi due anni assistiamo a un’escalation di violenze e abusi commessi in spregio delle libertà fondamentali di ogni individuo: quello di Shihab-Eldin sembra l’ennesimo caso di una voce scomoda che si vuole mettere a tacere.
Chiediamo al governo italiano di fare tutto il possibile per far luce sulla vicenda, nel rispetto delle leggi e della giustizia internazionali.
L’informazione e il giornalismo indipendente sono sotto attacco da troppo tempo nel silenzio generale: dobbiamo evitare a tutti i costi che il nome di Ahmed Shihab-Eldin si aggiunga a quelli delle centinaia di giornalisti uccisi nei due anni di guerra in Palestina”.
Intanto è intervenuto anche Il ministero degli Esteri italiano con una nota stampa: “Stiamo seguendo con la massima attenzione il caso del giornalista Ahmed Shiab-Eldin – che collabora con l’Università di Bari – arrestato il 3 marzo per aver diffuso sui social video relativi a lanci di razzi e droni nel contesto della guerra in Iran”. Il giornalista, spiega la Farnesina, sarebbe stato arrestato analogamente a quanto avvenuto per altre decine di persone che hanno pubblicato video ritenuti in grado di mostrare obiettivi sensibili e di mettere quindi a rischio la sicurezza del Paese, in contrasto con le disposizioni della normativa kuwaitiana. L’ambasciata d’Italia in Kuwait è in contatto con le autorità locali, “che stanno svolgendo indagini sugli interessati per escludere ogni intento malevolo”. Le autorità kuwaitiane, aggiunge la Farnesina, hanno rafforzato i controlli nel contesto della crisi in corso, con indagini che hanno portato allo smantellamento di alcune cellule operative affiliate ad Hezbollah.