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Giornalista e professore dell’Uniba arrestato in Kuwait, appelli per il rilascio

Arrestato un mese fa

Pubblicato da: redazione | Mer, 15 Aprile 2026 - 13:31
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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro esprime la propria solidarietà al giornalista di nazionalità kuwaitiana Ahmed Shihab-Eldin, docente a contratto presso il Corso di laurea in Decision Science di UniBa, detenuto da oltre 1 mese in Kuwait per la presunta “diffusione di informazioni malevole online” e per un presunto “danno alla sicurezza nazionale”.

L’Università richiama il diritto fondamentale a non subire molestie per le proprie opinioni e alla libertà di espressione, sancito dall’art. 19 del Patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite di cui il Kuwait è parte; ribadisce che ogni individuo accusato penalmente ha diritto ad essere tradotto al più presto dinanzi a un’autorità giudiziaria indipendente e  a essere giudicato entro un termine ragionevole, nonché a ricorrere a un tribunale affinché questo possa decidere senza indugio sulla legalità della sua detenzione (art. 9 Patto sui diritti civili e politici della Nazioni Unite).
Pertanto, l’Università degli Studi di Bari chiede che Ahmed Shihab-Eldin sia prontamente rilasciato e confida che il processo volto a verificare la fondatezza delle accuse nei suoi confronti si svolga in tempi brevi e nel rispetto assoluto del diritto fondamentale al giusto processo.

“Ahmed Shiab-Eldin è un giornalista e documentarista kuwaitiano di fama internazionale e pluripremiato, ha lavorato con il New York Times, Bbc e Al-Jazeera, oggi vive a Bari dove insegna comunicazione e storytelling all’universita’. Il 3 marzo scorso è stato arrestato in Kuwait mentre era in visita alla famiglia per aver commentato una foto della guerra in Iran sui social con l’accusa di diffusione di notizie false e minacce alla difesa nazionale. Un’accusa falsa e pretestuosa, usata dal regime per mettere a tacere giornalisti e dissidenti”. Così  Nicola Fratoianni di Avs. “Noi non intendiamo restare in silenzio – prosegue il leader rossoverde – e invitiamo cittadine e cittadini insieme alle istituzioni italiane ed europee ad alzare la voce per chiedere l’immediata liberazione di Ahmed. Il giornalismo – conclude Fratoianni – non e’ un crimine, l’informazione è un diritto umano”.

 

(foto Facebook)

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