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Lavoro a Bari, il report: 3mila disoccupati in più

Il report della Cisl. Boccuzzi: "I dati ci dicono che il lavoro nel nostro territorio non è soltanto insufficiente: è troppo spesso fragile, discontinuo, povero"

Pubblicato da: redazione | Mer, 15 Aprile 2026 - 10:06
boccuzzi

«I dati ci dicono che il lavoro nel nostro territorio non è soltanto insufficiente: è troppo spesso fragile, discontinuo, povero. Tredicimila occupati in meno, tremila disoccupati in più e diecimila inattivi in aumento restituiscono l’immagine di un tessuto sociale che rischia di indebolirsi ulteriormente». Dure le parole di Giuseppe Boccuzzi, segretario generale della Cisl Bari e Bat che stamani, mercoledì 15 aprile 2026, nella sede provinciale di via Carulli a Bari, ha presentato il «Dossier statistico Lavoro 2025. Analisi Cisl di Bari e Bat dei dati Istat su occupazione, disoccupazione e inattività nella Città metropolitana di Bari e a Bari città».

È il secondo anno che l’organizzazione territoriale cislina scatta la fotografia del mercato del lavoro nella realtà barese di città e provincia. Quest’anno, il Dossier, di 32 pagine articola anche dieci proposte operative alla base di un necessario patto partecipativo integrato rilanciato a gran voce. «Chiediamo una responsabilità collettiva. Nessuno può chiamarsi fuori: istituzioni, parti sociali, sistema produttivo, università e servizi per il lavoro devono costruire insieme una risposta nuova. O si sceglie la via della partecipazione e della programmazione territoriale, oppure precarietà e marginalità diventeranno una condizione permanente per troppe persone e troppe famiglie», ha ribadito stamani Boccuzzi presentando alla stampa il Dossier statistico e le proposte pe affrontare l’emergenza lavoro. «La nostra proposta – conclude il numero uno della Cisl di Bari e Bat non è un esercizio di analisi, ma una chiamata all’impegno comune. Bari e la sua area metropolitana hanno bisogno di un’alleanza stabile per rimettere al centro il lavoro buono, la dignità della persona e la coesione sociale».

L’analisi cislina sui dati Istat 2025 del mercato del lavoro della Città metropolitana di Bari e della città di Bari conferma un quadro di forte criticità sociale e occupazionale. Calano gli occupati rispetto al 2024: si registrano 13 mila occupati in meno nella provincia di Bari, di cui 7 mila soltanto nella città di Bari. Arretra il lavoro dipendente, cresce il lavoro autonomo, aumentano i disoccupati — 3 mila in più nella provincia di Bari — ma soprattutto cresce l’area dell’inattività e dello scoraggiamento: 10 mila inattivi in più nella provincia, di cui circa la metà nel capoluogo, per un totale di 305 mila inattivi nella provincia e 78 mila a Bari. Resta inoltre molto ampio il divario tra occupazione maschile e femminile, mentre il lavoro povero, precario e discontinuo coinvolge nella provincia di Bari circa 100 mila persone.

Il territorio barese continua così a mostrare ritardi pesanti rispetto alle aree più forti del Paese e agli standard europei, restando ancora oltre 20 punti percentuali lontano dall’obiettivo occupazionale europeo del 78% entro il 2030, senza riuscire a collocarsi stabilmente neppure tra le realtà migliori del Mezzogiorno. Ma dietro questi numeri non c’è soltanto un problema economico: c’è una fragilità più profonda che investe fiducia, coesione sociale, prospettive delle famiglie e futuro dei giovani.
Per questo il segretario provinciale della Cisl di Bari e della Bat chiede a gran voce un Patto partecipativo territoriale per il lavoro, che metta insieme organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, enti bilaterali, Città metropolitana di Bari, Comune di Bari, Porta Futuro Bari, Porta Futuro Metropolitana, Università, Politecnico, Centri per l’impiego, Camera di Commercio, Unioncamere Puglia ed enti di ricerca, per costruire una strategia condivisa, concreta e verificabile.
La proposta della CISL Bari si fonda su dieci direttrici: osservatorio metropolitano permanente sul mercato del lavoro; più lavoro stabile e di qualità; un piano contro inattività e scoraggiamento; un Patto per l’occupazione femminile; una connessione più forte tra formazione e fabbisogni delle imprese; una rete unica tra Porta Futuro e Centri per l’impiego; azioni contro precarietà e lavoro povero; interventi mirati per i settori strategici; Bari città come laboratorio metropolitano; obiettivi misurabili e verifica pubblica annuale.

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