Nelle piazze, nei vicoli e in alcune aree periferiche di Bari il fenomeno della droga resta una realtà complessa e diffusa, che continua a preoccupare cittadini, forze dell’ordine e istituzioni. L’analisi dei dati disponibili e le cronache di cronaca giudiziaria delineano un quadro fatto di consumi, spaccio quotidiano e traffici più strutturati, con sostanze diverse e fasce d’età coinvolte.
A livello nazionale e regionale, le indagini ufficiali e le relazioni governative, mostrano che la cannabis è tra le sostanze più diffuse tra i giovani, con una quota significativa di studenti italiani tra i 15 e i 19 anni che riferisce almeno un uso nel corso della vita, mentre cocaina e stimolanti restano al centro delle preoccupazioni per l’impatto sanitario e sociale. Secondo i dati nazionali più recenti, quasi 4 giovani su 10 in Italia tra i 15 e i 19 anni hanno fatto uso di una sostanza illegale almeno una volta nella vita e la cannabis rimane la sostanza più consumata, seguita da cocaina e altri psicoattivi.
Nel contesto barese, le cronache locali riportano diversi episodi recenti di spaccio e traffico di droga. Nel centro storico di Bari Vecchia, ad esempio, un’indagine recente dei carabinieri ha portato all’arresto di più persone accusate di spaccio di marijuana e hashish nei locali della movida, con sequestri di diverse quantità di droga e una rete di vendita organizzata nei vicoli cittadini. Operazioni analoghe sono state condotte anche nelle aree tra Bari, Bitonto e Casamassima, dove cocaina, hashish e marijuana sono state sequestrate e spacciatori sono stati arrestati in poche ore di attività di controllo.
Non si tratta solo di episodi isolati: la Guardia di finanza ha eseguito misure cautelari nei confronti di indagati per traffico di stupefacenti, ricostruendo anche punti vendita attivi h24 e modalità di consegna che richiamano strutture criminali più articolate. E operazioni coordinate tra Dda e forze dell’ordine hanno portato all’arresto di gruppi dediti alla produzione, traffico e distribuzione di cocaina, hashish e marijuana tra Bari, Sannicandro e altre città della Basilicata, con sequestri consistenti di sostanze e dinamiche di consegna tramite chat e “delivery”.
Anche la consumo in luoghi pubblici è fenomeno segnalato negli ultimi mesi: nel quartiere Libertà sono stati documentati episodi di uso di crack in spazi aperti della città, con persone che consumano sostanze anche alla luce del giorno in zone trafficate da residenti e passanti. Questa forma di consumo, più visibile e sotto gli occhi di chi vive o frequenta queste aree, contribuisce a una percezione di insicurezza e marginalità che va oltre il disagio individuale.
Le sostanze principali segnalate nei controlli e nelle indagini, come cannabis, hashish e cocaina, riflettono un quadro coerente con le tendenze nazionali, dove la cannabis rimane la droga maggiormente consumata e la cocaina figura tra le principali cause di ricoveri e decessi correlati alle droghe. L’uso di psicoattivi si concentra soprattutto tra i giovani adulti e gli adolescenti, con percentuali significative di studenti che hanno provato sostanze almeno una volta, e un uso problematico che può emergere prima dei 20 anni.
Sul fronte dello spaccio e della criminalità organizzata, Bari, com’è noto, non è immune alle dinamiche nazionali: i clan baresi sono presenti nel traffico e nella distribuzione di sostanze, operando in alcune aree cittadine e nell’hinterland con modalità di tipo mafioso. Indagini e operazioni delle forze dell’ordine puntano a smantellare queste reti e a colpire sia i livelli più alti del traffico sia i punti di vendita al dettaglio nelle strade e nei quartieri più frequentati.
Nonostante la visibilità di alcuni fenomeni e la crescente attenzione delle istituzioni, una sfida fondamentale resta quella della prevenzione e della cura delle dipendenze, con servizi sanitari e sociali che cercano di rispondere a una domanda complessa di assistenza e recupero. Il fenomeno della droga, nelle sue diverse declinazioni, continua a intrecciarsi con questioni di sicurezza urbana, salute pubblica e coesione sociale, richiedendo un approccio integrato che vada oltre il mero contrasto repressivo.