Il caso di ossiuri (i piccoli parassiti intestinali comuni nei bambini in età scolare) è uno dei temi più caldi e divisivi nelle comunità scolastiche baresi. Per fermare il “panico da tastiera”, il pediatra Antonio Di Mauro ha diffuso un decalogo di buon senso e rigore medico. Ci sono state diverse segnalazioni tra le chat delle mamme.
Il primo errore da evitare è la corsa ai farmaci preventivi. “La terapia profilattica di massa non è indicata”, avverte Di Mauro. In presenza di un caso all’asilo o a scuola, non bisogna somministrare medicine a chi non ha sintomi. La parola d’ordine è osservazione mirata. I genitori devono monitorare l’eventuale prurito anale notturno, irritabilità o sonno disturbato.
Se compaiono i sintomi, la diagnosi non si fa a occhio: serve il test dello scotch perianale, da eseguire rigorosamente al mattino, prima che il bambino si lavi. Solo se l’infezione è confermata si procede con la terapia, che però ha una regola ferrea: “È fondamentale trattare tutti i conviventi del bambino positivo per evitare che il parassita continui a circolare in casa”. Più che i farmaci, a vincere la battaglia contro gli ossiuri è l’igiene. Il pediatra ricorda l’importanza del lavaggio accurato delle mani, del cambio frequente della biancheria intima e delle lenzuola, oltre alla pulizia delle superfici domestiche. Un consiglio prezioso per i più piccoli: evitare di mettere le mani in bocca o mangiarsi le unghie (onicofagia), veicoli principali del contagio.
Molti bambini sono asintomatici e le reinfezioni nei contesti comunitari sono frequenti.