Avrebbe picchiato e insultato la compagna per anni, anche in presenza dei figli minorenni. Per questo un 57enne barese è stato condannato dal Tribunale di Bari a tre anni e un mese di reclusione per maltrattamenti e lesioni. L’uomo è stato invece assolto dall’accusa di stalking. Secondo quanto emerso nel corso del processo, le violenze si sarebbero protratte dal 2018 al 2023, con episodi di aggressioni fisiche – schiaffi e urti contro i mobili – e continue offese verbali. In un caso, come ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe anche lanciato una culla contro la donna, colpendola all’occhio. Il racconto della vittima colloca l’inizio delle violenze già nel 2017, a pochi mesi dalla nascita del figlio. “La nostra relazione si era trasformata in una litigata continua, condita da offese pesanti nei miei confronti come per esempio ‘Non sei una buona madre, non sei buona a nulla’”, aveva dichiarato la donna in sede di denuncia.
L’episodio più grave risale al 2019, quando, “a causa dell’ennesima litigata”, l’uomo le avrebbe scagliato contro la culla del bambino. “Non sono andata in ospedale per paura di ripercussioni da parte del mio ex compagno e perché credevo che sarebbe cambiato”, aveva aggiunto.La denuncia è stata formalizzata nel 2024, ma nel fascicolo processuale è confluito anche un referto del pronto soccorso del 2022 relativo a lesioni compatibili con quanto raccontato dalla vittima. Le violenze sarebbero cessate nell’ottobre 2023, quando la donna ha deciso di interrompere la convivenza. Il pubblico ministero Chiara Giordano aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. L’imputato è difeso dall’avvocato Gianluca Loconsole.