Non c’è pace per il nuovo piano di gestione dei rifiuti a Bari. L’installazione dei cassonetti cosiddetti “intelligenti” sta sollevando la prima ondata di dissenso tra i residenti, che denunciano un impatto negativo sulla vivibilità urbana e sull’economia locale.
Secondo le prime segnalazioni alcune postate sui social, i nuovi dispositivi risultano eccessivamente ingombranti, portando a una drastica riduzione dei posti auto, già carenti in molti quartieri. A soffrire sono anche i commercianti: la mole dei cassonetti oscilla spesso davanti alle vetrine, riducendo la visibilità delle attività e danneggiando il decoro estetico delle vie dello shopping.
Oltre all’aspetto urbanistico, preoccupa la tenuta igienica. Le dimensioni e il peso dei nuovi raccoglitori renderebbero quasi impossibili le operazioni di pulizia negli spazi interprossimali (i vuoti tra un cassonetto e l’altro), dove finirebbe per accumularsi sporcizia difficile da rimuovere.
Ma la critica più dura arriva sul fronte dell’inclusività: «Questi cassonetti sono poco fruibili da persone con disabilità e da chi vive da solo e ha difficoltà a gestire dispositivi tecnologicamente complessi o fisicamente ostici», spiegano alcuni residenti.
I cittadini citano con preoccupazione l’esperienza di Taranto, dove sistemi simili si sarebbero rivelati poco funzionali e scarsamente integrati con le reali esigenze dell’utenza, finendo per essere dismessi con ingenti costi a carico della collettività.