Un piano industriale chiaro, con obiettivi precisi, tappe legate alla vendita della società, un nuovo management orientato a questo percorso e un rapporto trasparente con la città. Sono queste le condizioni poste dal sindaco alla SSC Bari e, in particolare, alla famiglia De Laurentiis, chiamata a chiarire pubblicamente come intende affrontare il futuro del club alla luce delle norme federali sulla multiproprietà a poche ore dalla “deadline” per la concessione dello stadio.
Il primo cittadino ha precisato i termini della questione, spiegando che la libera determinazione della società è comunque condizionata da norme di pari rango, trattandosi di società calcistiche tenute al rispetto delle disposizioni federali. Il riferimento è all’articolo 16 delle norme federali e al tema della multiproprietà. “Il sindaco, nella sua responsabilità istituzionale, chiede in modo trasparente e legittimo di conoscere come la SSC Bari intenda affrontare le questioni poste dall’articolo 16 delle norme federali”, è il senso della posizione espressa nel corso della conferenza stampa indetta in mattinata. Una richiesta che, ha ricordato, è stata condivisa all’unanimità dal Consiglio comunale.
Dopo una seconda lettera inviata alla società, il sindaco ha ricevuto una risposta da De Laurentiis, che gli ha comunicato la disponibilità a un incontro, anche da remoto, per illustrare quello che era stato preannunciato come un nuovo obiettivo e un nuovo piano industriale. L’incontro si è poi svolto ed è durato oltre un’ora. Il sindaco ha rivendicato il ruolo della città in questa vicenda, sottolineando il legame profondo tra Bari, la sua comunità e la squadra. Una città “bellissima”, ha detto, che si lascia trascinare dalla passione e che ha bisogno di rispetto, anche per il percorso compiuto negli ultimi anni. “La vita a questa latitudine è più difficile”, ha aggiunto, ricordando il lavoro fatto da Bari per diventare “la città straordinaria che è oggi”.
Da qui le richieste rivolte alla proprietà. La prima riguarda un piano industriale che tenga conto della situazione attuale e che contenga obiettivi concreti, con passaggi definiti rispetto alla vendita della società. La seconda riguarda l’individuazione di un nuovo management che abbia tra i propri obiettivi proprio la gestione di questo percorso. Il sindaco ha poi richiamato anche gli obiettivi sportivi, spiegando che una squadra capace di militare in Serie A rappresenterebbe un motivo di orgoglio per l’intera città. L’auspicio, ha aggiunto, è che Bari possa avere una squadra in grado di competere a livelli sempre più importanti, anche internazionali.
Il terzo punto riguarda il rapporto con la città. Il sindaco ha chiesto trasparenza sull’intera operazione e ha proposto la costituzione di un comitato composto da personalità cittadine, che possa essere informato costantemente sull’evoluzione della vicenda. Un organismo indicato dalla città e non scelto direttamente dalla famiglia De Laurentiis. Nel corso del suo intervento, il sindaco è tornato anche sulle dichiarazioni dell’avvocato Mattia Grassani, definite provocatorie e considerate inopportune. Dopo quelle parole, il primo cittadino ha annunciato di aver inviato una lettera alla Figc per chiedere chiarimenti e ribadire la posizione dell’amministrazione. Le condizioni, dunque, sono state poste. Ora il sindaco si attende una risposta precisa dalla proprietà. “Basta parole — ha concluso — abbiamo bisogno di fatti concreti”.
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