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Liste d’attesa di un anno e mezzo per visite ed esami programmabili, la denuncia da Bari

I casi riportati dall'aps Cas Art 32

Pubblicato da: redazione | Mar, 28 Aprile 2026 - 12:14
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In Puglia è partita la lotta alle liste d’attesa, ma solo per visite ed esami con priorità U e B, urgenti e brevi. Niente è cambiato, invece, per le prestazioni con priorità D (differite) e P (programmabili), anzi la situazione è peggiorata. La denuncia è dell’aps Cas Art 32, associazione di tutela e supporto per l’accesso alle prestazioni sanitarie. “Per alcuni di questi esami, che sono meno urgenti dei primi ma che non possono comunque aspettare oltre i 120 giorni di attesa, la Asl di Bari si sta comportando in modo alquanto discutibile, violando apertamente quanto disposto dalle normative di legge. E non bastano le diffide che i pazienti stanno inoltrando, tramite i volontari dell’aps Cas Art. 32, nei confronti dell’azienda sanitaria del capoluogo. Se infatti un 10% delle diffide non sta riscontrando risposta, un altro 25% sta ricevendo una risposta quantomeno assurda, soprattutto se si prospetta – come si legge sui mezzi d’informazione – un aumento dell’aliquota Irpef a livello regionale”.

“Con diverse pec inviate dagli uffici proposti, la Asl Bari non solo si permette di non rispettare la normativa in vigore non fornendo una data consona entro i termini previsti, ma «invita l’assistito a monitorare le disponibilità prenotative per la prestazione richiesta attraverso i canali prenotativi della Asl Bari». Cosa alquanto ardua in quanto ci sarebbe bisogno di una doppia ricetta medica (una è infatti già “occupata” dalla prima prenotazione) o bisognerebbe cancellare la prenotazione oltre termine e riprovare di tanto in tanto, con il rischio che anche la prenotazione oltre termine potrebbe andare perduta”, continua la nota.

In queste settimane risposte come questa sono state date a diversi pazienti, come è accaduto alla signora Alessandra che aveva bisogno di una visita dermatologica (priorità P, quindi entro 120 giorni) ma che dovrà aspettare il 6 ottobre del prossimo anno (ben 18 mesi di attesa); o come è accaduto alla signora Felicetta che per un intervento sul cristallino dovrà aspettare il 13 ottobre 2027 (anche lei un anno e mezzo di attesa); o ancora al signor Francesco che per un ecocolordoppler e una prima visita di chirurgia vascolare dovrà aspettare dicembre del 2027, cioè 20 mesi, quando sulla ricetta il tempo massimo di attesa dovrebbe essere di 120 giorni.

«Quello che sta accadendo con la Asl di Bari ha dell’assurdo – commenta Francesco Fragola, presidente dell’associazione di promozione sociale Cas Art. 32 -. Non solo la Asl, in aperta violazione del DL 123/1998 e della legge 107/2024, non trova una data entro i termini previsti, ma quasi “prende in giro” gli assistiti dicendo di “monitorare” le liste d’attesa, chiedendo di fatto cose impossibili come una duplice ricetta medica per una medesima prestazione. E nel frattempo, se un paziente non vuole perdere anche la prenotazione a 18 o 20 mesi, che deve fare? Qui si tratta di una grandissima presa in giro, altro che lotta alle liste d’attesa. E poi leggiamo sui giornali di un possibile aumento dell’addizionale regionale Irpef causato dalle spese sanitarie. Dov’è Decaro?».

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