Partirà lunedì 11 maggio “Te.so.ra. – Terapie con Sostanze Radioattive”, il nuovo servizio gratuito di raccolta domiciliare dei rifiuti sanitari prodotti dopo cicli di radioterapia medico nucleare, rivolto ai pazienti residenti nel Comune di Bari. L’iniziativa, promossa da ASL Bari, Amiu Puglia e Comune di Bari con l’obiettivo di garantire una gestione sicura dei rifiuti e prevenire criticità nel sistema di raccolta urbana, è stata presentata questa mattina a Palazzo della Città, nel corso di una conferenza stampa durante la quale è stato sottoscritto il protocollo operativo che ne disciplina il funzionamento.
All’incontro sono intervenuti il sindaco di Bari Vito Leccese, il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio, l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino e la presidente di AMIU Puglia Antonella Lomoro, insieme ai dirigenti e agli operatori sanitari delle unità operative di Oncologia e Medicina nucleare, ai referenti dei servizi territoriali e ai professionisti coinvolti nei percorsi di presa in carico dei pazienti. Presente anche il gruppo operativo aziendale multidisciplinare che ha curato la definizione del modello organizzativo, la stesura del protocollo e l’attuazione operativa del servizio.
Il servizio è rivolto ai pazienti per lo più oncologici residenti nel Comune di Bari, sottoposti a terapie con sostanze radioattive.
Per attivare il ritiro dedicato, il paziente o il caregiver può contattare il numero verde di AMIU Puglia 800 011 558 (raggiungibile sia da telefono fisso che da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.00, e il sabato dalle ore 8.30 alle 13.30 – servizio non attivo nelle giornate di domenica e nei festivi). La prenotazione consente di programmare il ritiro a domicilio, organizzato sulla base delle richieste giornaliere. I rifiuti devono essere raccolti in sacchetti chiusi, preferibilmente trasparenti o comunque ispezionabili a vista, e conservati temporaneamente in un luogo isolato. Nel giorno concordato, i materiali devono essere conferiti nei pressi del proprio civico per il ritiro, che avviene con modalità dedicate e senza costi per il cittadino, garantendo una gestione sicura e controllata.
“Sappiamo bene come il tema dell’igiene urbana sia spesso al centro delle segnalazioni e delle lamentele dei cittadini – ha commentato Vito Leccese -. A volte le criticità dipendono da responsabilità nostre. Altre volte è l’inciviltà di pochi a generare disagi per molti. Ci sono però anche situazioni in cui il problema non è pienamente riconducibile a comportamenti scorretti, come in questo caso. Nelle scorse settimane abbiamo riscontrato una criticità legata al conferimento improprio di rifiuti particolari, in prevalenza materiali assorbenti utilizzati da pazienti oncologici contenenti residui di radiofarmaci. L’errato smaltimento di questa tipologia di rifiuti ha determinato disservizi significativi, legati allo stop forzato e contemporaneo di più mezzi per la raccolta. Da qui, la necessità di strutturare un servizio di raccolta dedicato, rivolto ai pazienti sottoposti a queste terapie. Ancora una volta, la collaborazione tra ASL Bari, Comune e AMIU ha consentito di individuare in tempi rapidi una soluzione concreta, capace di coniugare tutela della salute, efficienza del servizio e attenzione ai cittadini”.
“Te.so.ra – ha dichiarato Antonella Lomoro – è un nuovo e importante servizio che Amiu, d’intesa con l’amministrazione comunale e la Asl Bari, ha deciso di varare con un duplice obiettivo. Da una parte, l’idea è fornire, a titolo completamente gratuito, un servizio dedicato alle utenze con bisogni che necessitano interventi specifici; dall’altra, il conferimento di rifiuti radioattivi, insieme agli altri, attiva i sistemi di sicurezza predisposti da Amiu Puglia e, per evitare contaminazioni, è necessario che il mezzo stia in “quarantena”, restando fermo fino a quando la carica non si è annullata. Con Te.so.ra sperimentiamo la possibilità di aggirare all’origine il problema, per assicurare interventi puntuali e senza rallentamenti. Vogliamo anche far conoscere questo sistema a tutti gli utenti in modo che sappiano come gestire correttamente questi rifiuti. Anche un fazzoletto può compromettere l’intero carico”.
L’iniziativa, quindi, si rivolge a pazienti sottoposti a terapie di medicina nucleare o radioterapia medico nucleare – in larga parte pazienti oncologici – per i quali, nei giorni successivi al trattamento, alcuni materiali di uso quotidiano possono contenere tracce di radiofarmaci eliminate fisiologicamente dall’organismo. In particolare, pannoloni, pannolini, salviette e materiali assorbenti possono risultare temporaneamente contaminati da residui che, pur destinati a ridursi spontaneamente, richiedono una gestione appropriata nei primi giorni successivi alla terapia.
“Questa iniziativa consente di estendere la presa in carico del paziente anche alla fase successiva alla terapia, offrendo indicazioni chiare e strumenti concreti per una gestione sicura dei rifiuti – ha spiegato Luigi Fruscio -. Si tratta di un intervento che integra tutela della salute, prevenzione ambientale e qualità dei servizi pubblici, attraverso una collaborazione istituzionale efficace”.
La campagna nasce anche a seguito di episodi segnalati sul territorio cittadino di conferimento improprio di questi rifiuti nei cassonetti urbani, che hanno determinato l’attivazione dei sistemi di rilevazione radiometrica negli impianti di trattamento, con conseguente interruzione temporanea dei cicli di smaltimento, verifiche tecniche sui carichi e rallentamenti del servizio. Situazioni che, pur non rappresentando un rischio per la salute pubblica in presenza di livelli molto bassi di radioattività, evidenziano la necessità di una informazione chiara e diffusa.
Per questo motivo, accanto al servizio, è stata attivata una campagna di comunicazione istituzionale con un invito a prestare attenzione a comportamenti quotidiani che, se corretti, contribuiscono alla sicurezza collettiva, alla tutela dell’ambiente e alla qualità del servizio pubblico.
Il principio alla base delle indicazioni è quello del decadimento naturale dei radionuclidi: i rifiuti prodotti nei giorni successivi alle terapie non devono essere conferiti immediatamente nei cassonetti, ma devono essere raccolti separatamente e conservati temporaneamente in un luogo isolato, così da consentire la riduzione spontanea dell’attività radiologica.
La campagna informativa accompagna il servizio con una distribuzione capillare dei materiali in alcuni punti strategici di accesso ai percorsi di cura e ai servizi: nei reparti di Oncologia dell’Ospedale San Paolo, nella U.O.C. di Medicina Nucleare dell’Ospedale Di Venere, nelle sedi del Distretto sanitario di Bari, nelle sedi AMIU e nei servizi sociali del Comune.