Oltre 2.800 conferimenti illeciti di rifiuti scoperti in otto mesi grazie al nuovo sistema di videosorveglianza intelligente attivato dal Comune di Bari per contrastare l’abbandono selvaggio. È il bilancio diffuso dalla ripartizione Tutela Igiene e Ambiente e dalla Polizia Locale sul funzionamento delle nuove “Multivideo Trappola”, le postazioni mobili dotate di algoritmi di rilevazione automatica.
Il sistema, entrato in funzione lo scorso agosto, utilizza circa 60 telecamere distribuite in 16 siti sensibili della città. Dal 1° settembre 2025 al 30 aprile 2026 sono stati registrati 1.803 abbandoni a mano e 838 episodi con identificazione delle targhe dei mezzi utilizzati per lo smaltimento illecito. In media il sistema ha rilevato circa 350 abbandoni al mese, pari a 12 episodi al giorno. La fascia oraria più critica è quella tra le 18 e le 19, mentre il giorno con il maggior numero di infrazioni risulta essere la domenica.
“L’abbandono selvaggio dei rifiuti in alcune zone del territorio cittadino è una piaga che vogliamo eliminare – commenta il sindaco Vito Leccese -. Se talvolta esistono criticità che riguardano il servizio, e per le quali cerchiamo quotidianamente di trovare soluzioni, molto più spesso i problemi sono causati da comportamenti scellerati di persone completamente noncuranti dei danni che producono all’ambiente e alla collettività”. “Questo, però, il cittadino che vede cumuli di rifiuti abbandonati nelle campagne non lo sa. E chiede risposte in termini di contrasto a certe condotte deprecabili. Per questo il nostro impegno è massimo e stiamo mettendo in campo una strategia articolata di contrasto al fenomeno, che sta iniziando a produrre i primi risultati”, prosegue il sindaco.
Secondo quanto spiegato dal Comune, il nuovo sistema è composto da 11 postazioni mobili ricollocabili, ciascuna dotata di 3 o 4 telecamere ad alta definizione con visione notturna, registrazione continua 24 ore su 24 e algoritmi in grado di rilevare automaticamente l’abbandono dei rifiuti. Le immagini, trattate nel rispetto della normativa privacy e del GDPR, vengono trasmesse in formato criptato alla Polizia Locale per gli accertamenti amministrativi o penali. I dispositivi consentono anche l’acquisizione delle targhe dei veicoli e la ricostruzione completa dell’episodio, dall’arrivo del mezzo fino all’abbandono dei rifiuti. “I numeri registrati nei primi otto mesi di attività confermano quanto l’abbandono illecito dei rifiuti sia ancora diffuso e quanto sia necessario continuare a investire in strumenti innovativi di controllo e prevenzione”, conclude Leccese.
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