L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia in termini di aumento del costo della vita, analizzando nel dettaglio l’impatto dell’effetto internazionale sulle tre voci che più hanno subito rincari, ovvero le utenze domestiche, l’utilizzo dei mezzi di trasporto privati e i prodotti alimentari. Rispetto all’inflazione complessiva vince Bolzano, dove un’inflazione annua pari al 3,4% si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua d’Italia, pari a 1.128 euro per una famiglia media, seguita da Rimini con un incremento di spesa di 991 euro e da Udine con una spesa supplementare di 955 euro. Al quarto posto si piazza Roma con una stangata pari a 953 euro, seguita a ruota da Verona, Pistoia, Lucca, Pordenone e Belluno, fino a chiudere la top ten con Vicenza. L’inflazione più elevata in percentuale si registra tuttavia nel Sud, con Cosenza e Reggio Calabria in cima alla classifica al +4%, seguite da Macerata al +3,7%.
In questo quadro generale Bari fa registrare un’ottima performance, piazzandosi tra le città meno care d’Italia al 73esimo posto su 78 centri monitorati, grazie a un’inflazione complessiva contenuta al +2,5%. Analizzando le singole voci di spesa, il comparto dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche vede in testa sempre Bolzano con un aumento del 4,8% a fronte di una media nazionale del 2,9%, seguita da Genova, Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Napoli e Catania, mentre Bari si posiziona a metà classifica, al 50esimo posto, con un incremento pari al 2,5%. La situazione per il capoluogo pugliese si fa invece più complessa sul fronte di elettricità, gas e altri combustibili: se la classifica nazionale vede sul podio Caserta al +9,7%, Vicenza e Padova, Bari sale fino al 45esimo posto registrando un aumento del 5,4%. Il dato più critico per le tasche dei baresi riguarda però l’utilizzazione dei mezzi personali di trasporto, voce che comprende benzina, diesel, gpl e metano: mentre i rincari maggiori si registrano a Cosenza e Reggio Calabria al +9,8%, seguite da Ravenna, Ferrara, Macerata e Napoli, Bari balza pericolosamente in avanti nella classifica nazionale attestandosi al 18esimo posto assoluto con un pesante incremento dell’8%.