L’auto guidata da un 16enne, e sulla quale viaggiavano altri quattro minorenni (tra i 14 e i 16 anni), è uscita di strada dopo aver accelerato per evitare un posto di controllo dei carabinieri e mentre i militari si erano lanciati all’inseguimento della vettura.
Dopo l’impatto dell’auto in fuga contro il guard-rail, un passeggero 16enne, Andrea Procaccino, è morto, mentre gli altri quattro sono finiti in ospedale.
Finora tre di loro sono stati dimessi e guariranno in pochi giorni, mentre il quarto è in attesa di prognosi.
“Non ci sono parole – scrive un prof di Andrea – ho solo un nodo in gola che non se ne va. È una di quelle mazzate che ti distruggono dentro, di quelle notizie che non vorresti mai ricevere. La tragedia di stanotte ha spezzato le gambe e il cuore a tutti noi dell’Istituto di Istruzione Superiore Adriano Olivetti. Andrea Procaccino non c’è più. A soli 17 anni. Un mio alunno, un ragazzo d’oro che aveva ancora tutto da vivere.
Sono letteralmente a pezzi. Andrea era davvero un pezzo di pane. Aveva una simpatia pazzesca, contagiosa, era sempre con il sorriso stampato in faccia. Era l’amico di tutti, impossibile non volergli bene. E ora continuo a pensare a tutti quei momenti passati insieme a scuola. Ore trascorse tra i corridoi e le aule anche dopo il suono dell’ultima campanella, dove finivamo sempre a parlare dei tuoi progetti, a ridere, con le tue battute pronte che facevano svoltare la giornata a chiunque, anche quando eravamo stanchi morti. Avevi una luce bellissima negli occhi, Andrea. Una voglia matta di spaccare il mondo. È un’ingiustizia che fa incazzare, una cosa che non ha alcun senso. Non si può morire così, a 17 anni, in un maledetto secondo. Ai suoi compagni di classe, ai suoi amici di sempre, voglio dire solo questo: lo so che ora vedete solo nero e provate un dolore immenso, ma vi prego, restate uniti. Stringetevi forte. Andrea non avrebbe mai voluto vedervi tristi o arresi. Portate avanti la sua gioia, il suo sorriso e la sua energia ogni singolo giorno. Diventate voi le gambe dei suoi sogni”.