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Bad Bunny, il “coniglio cattivo” che ha cambiato le regole della musica latina

Da un supermercato di Porto Rico ai palchi più importanti con un sound che fa ballare...e pensare

Pubblicato da: redazione | Mar, 7 Luglio 2026 - 16:47
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Da un supermercato di Porto Rico ai palchi più importanti del mondo. La storia di Bad Bunny è quella di un ragazzo che ha trasformato il suo modo di essere, la sua lingua e la sua cultura in una rivoluzione musicale globale. Benito Antonio Martínez Ocasio, questo il vero nome dell’artista, è diventato negli anni molto più di una star del reggaeton e della latin trap: è un simbolo di libertà espressiva, identità e orgoglio portoricano. Con il suo stile fuori dagli schemi, la sua voce immediatamente riconoscibile e la capacità di mischiare generi diversi, ha portato lo spagnolo ai vertici delle classifiche mondiali, dimostrando che la musica non ha bisogno di cambiare lingua per conquistare il pianeta.

Da Porto Rico al mondo: le origini

Bad Bunny nasce nel 1994 a Bayamón, Porto Rico, crescendo nel quartiere di Almirante Sur a Vega Baja. Una vita semplice, lontana dai riflettori: il padre lavorava come camionista, la madre era un’insegnante e proprio con lei, da bambino, Benito inizia ad avvicinarsi alla musica cantando nel coro della chiesa. Prima ancora dei palchi, però, arrivano le passioni di un ragazzo come tanti: lo skateboard, il wrestling, la moda e quella voglia di raccontarsi che presto sarebbe diventata musica. A influenzarlo sono artisti come Daddy Yankee, Héctor Lavoe e i grandi nomi della scena latina, ma Bad Bunny fin dall’inizio sceglie una strada diversa: non imitare, ma creare un universo tutto suo.

Dal lavoro al supermercato alle hit su SoundCloud

La sua scalata comincia lontano dalle grandi produzioni. Mentre lavora come cassiere in un supermercato, pubblica le sue prime canzoni su SoundCloud. Nel 2016 il brano “Diles” attira l’attenzione del produttore DJ Luian e arriva il primo contratto discografico. Poco dopo, con “Soy Peor”, Bad Bunny diventa una delle nuove voci più interessanti della trap latina. La sua forza è proprio quella di unire mondi apparentemente lontani: la durezza del rap, il ritmo del reggaeton, melodie malinconiche e testi capaci di raccontare amore, solitudine, desideri e fragilità.

Il successo internazionale: da “I Like It” a “Mía”

Il 2018 è l’anno della consacrazione mondiale. Prima arriva “I Like It” insieme a Cardi B e J Balvin, brano che raggiunge la vetta della Billboard Hot 100. Poi è la volta di “Mía”, collaborazione con Drake che porta ancora una volta la musica latina al centro della scena internazionale. Alla fine dello stesso anno pubblica il suo primo album, “X 100pre”, mostrando un artista impossibile da rinchiudere in una sola definizione: trap, pop, rock, reggaeton ed elettronica convivono nello stesso progetto. Bad Bunny non vuole seguire le mode: vuole crearle.

L’artista dei record che canta in spagnolo

Con album come “YHLQMDLG”, “El último tour del mundo” e soprattutto “Un verano sin ti”, Bad Bunny riscrive la storia della musica latina. “El último tour del mundo” diventa il primo album interamente in lingua spagnola a raggiungere il primo posto della Billboard 200, mentre “Un verano sin ti” conquista numeri da record diventando uno dei progetti più ascoltati dell’era dello streaming. Dal 2020 al 2022 viene incoronato artista più ascoltato al mondo su Spotify, dimostrando che un ragazzo partito da Porto Rico può diventare una voce universale senza rinunciare alle proprie radici.

Un sound che fa ballare, ma anche pensare

Il segreto di Bad Bunny è nella sua capacità di creare brani immediati, capaci di restare in testa dopo pochi ascolti, senza perdere profondità. Dietro alle sonorità da festa e ai ritmi da ballare si nascondono spesso racconti personali, nostalgia e riflessioni sulla società. Con “Debí tirar más fotos” porta ancora più forte il legame con Porto Rico, mescolando generi tradizionali, influenze caraibiche e suoni contemporanei. Un omaggio alla memoria, alle radici e a tutto quello che spesso si comprende solo quando è già passato.

L’impegno sociale: la voce di Porto Rico

Bad Bunny non ha mai voluto essere soltanto un cantante. Negli anni ha usato la sua popolarità per parlare di politica, diritti e problemi sociali. Dopo l’uragano Maria ha criticato la gestione degli aiuti a Porto Rico e ha creato la Good Bunny Foundation, dedicata soprattutto ai giovani e ai bambini dell’isola. Nel 2019 è sceso in strada insieme a migliaia di portoricani durante le proteste contro il governo di Ricardo Rosselló, schierandosi contro la corruzione. Con “El Apagón” ha denunciato invece i problemi energetici dell’isola, i blackout e le difficoltà vissute dalla popolazione. La sua musica diventa così anche un mezzo per raccontare un popolo, una cultura e un’identità.

Moda, libertà e nuove regole

Oltre alla musica, Bad Bunny ha cambiato anche il modo di intendere l’immagine dell’artista latino. Smalti colorati, abiti fuori dagli schemi, look provocatori: negli anni ha sfidato gli stereotipi sulla mascolinità e sostenuto il diritto di ognuno a mostrarsi per ciò che è. Nel video di “Yo perreo sola” appare vestito da donna per lanciare un messaggio contro molestie e violenza, mentre in diverse occasioni ha sostenuto pubblicamente la comunità LGBTQ+. Per Bad Bunny la libertà passa anche attraverso il corpo, l’immagine e il modo di raccontarsi.

Non solo musica: cinema e wrestling

Tra le passioni che lo accompagnano fin da bambino c’è anche il wrestling. Da fan è arrivato fino alla WWE, partecipando a WrestleMania e sorprendendo pubblico e professionisti per la serietà con cui ha affrontato questa nuova esperienza. Ha inoltre iniziato una carriera anche nel mondo della recitazione, confermando una natura artistica che non vuole avere confini.

Curiosità: il nome, gli amori e il ragazzo dietro la star

Il nome “Bad Bunny” nasce da un ricordo d’infanzia: una fotografia in cui Benito, vestito da coniglietto, aveva un’espressione arrabbiata. Da quel “coniglio cattivo” è nato il nome destinato a diventare famoso in tutto il mondo. Prima del successo planetario era un ragazzo timido, appassionato di graffiti, videogiochi e wrestling. Ha raccontato più volte di non essersi mai sentito il classico personaggio da star, preferendo mantenere un forte legame con Porto Rico e con gli amici di sempre. Per diversi anni è stato legato alla designer Gabriela Berlingeri, mentre successivamente la sua relazione con la modella Kendall Jenner ha attirato l’attenzione dei media internazionali. Dietro i record, i premi e i palchi giganteschi resta però Benito, un artista che ha costruito il successo rimanendo fedele alla sua lingua, alla sua terra e alla sua idea di libertà. Un “coniglio cattivo” che, rompendo le regole, ha finito per riscriverle.

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