MARTEDì, 14 LUGLIO 2026
90,770 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
90,770 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Beni confiscati a Bari, una villa sottratta alla mafia diventerà “micronido” a San Giorgio

Approvata in giunta la delibera da portare in Consiglio per dichiarare l’interesse pubblico dell’intervento. Il progetto vale 1,5 milioni di euro

Pubblicato da: redazione | Mar, 14 Luglio 2026 - 16:28
14-07-26 Beni confiscati alle mafie, via libera alla deroga urbanistica per il micronido della Marina_San Giorgio_render_1 (1)

Una villa confiscata alla criminalità organizzata diventerà un micronido per bambini da 3 a 36 mesi. La giunta comunale di Bari ha approvato la proposta di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale per dichiarare l’interesse pubblico dell’intervento di riqualificazione dell’immobile in strada della Marina 104, a San Giorgio, nella zona di Torre a Mare. Il progetto, denominato “micronido della Marina”, è stato proposto congiuntamente dagli assessori alla Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale, Nicola Grasso, e alla Rigenerazione urbana e sociale, Giovanna Iacovone. L’intervento ha un valore complessivo di 1,5 milioni di euro ed è finanziato nell’ambito dell’investimento statale dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, già previsto dal Pnrr.

L’obiettivo è recuperare e rifunzionalizzare la villa per trasformarla in una struttura educativa destinata alla prima infanzia, colmando una carenza storica di servizi nella zona di San Giorgio-Torre a Mare e offrendo un supporto alle famiglie anche sul fronte della conciliazione tra tempi di vita e lavoro. La delibera riconosce l’interesse pubblico dell’opera e propone al Consiglio comunale l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica in deroga ad alcuni parametri urbanistici previsti dal Piano regolatore generale. La possibilità è prevista dall’articolo 14 del Dpr 380 del 2001 per edifici pubblici o di interesse pubblico.

Le deroghe riguardano esclusivamente alcuni aspetti edilizi, tra cui volumetria, altezza, distanze e standard dei parcheggi, necessari per adeguare l’immobile alle funzioni educative e ai requisiti richiesti per una struttura destinata ai bambini più piccoli. Non viene invece modificata la destinazione urbanistica dell’area, già compatibile con la realizzazione di un asilo nido. L’intervento ha anche un forte valore simbolico: un bene sottratto alla criminalità organizzata sarà restituito alla collettività e trasformato in uno spazio dedicato ai bambini, all’educazione e alla legalità. Il recupero della villa contribuirà inoltre alla rigenerazione urbana dell’area, rafforzando la presenza di servizi pubblici e il presidio sociale del territorio.

“Con questo provvedimento compiamo un ulteriore passo nel percorso che trasforma un bene confiscato alla criminalità organizzata in un luogo di crescita, inclusione e futuro”, ha dichiarato Nicola Grasso. “È questa l’essenza del riutilizzo sociale dei beni confiscati: restituire ai cittadini ciò che era stato sottratto dalla violenza e dall’illegalità, generando nuove opportunità per la comunità”. Secondo Grasso, destinare la villa a micronido significa investire insieme in legalità, educazione e welfare. “Il messaggio è chiaro: dove prima c’era il simbolo del potere mafioso, sorgerà uno spazio dedicato ai bambini, alle famiglie e ai valori della convivenza civile”. Per la vicesindaca Giovanna Iacovone, la proposta nasce dalla volontà di utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per trasformare un bene esistente in un servizio pubblico essenziale. Le deroghe urbanistico-edilizie, ha spiegato, servono ad adeguare l’immobile agli standard di una moderna struttura educativa per la prima infanzia.

“Parliamo di un intervento edilizio piccolo, mirato e minimale, capace però di produrre un effetto moltiplicatore sul piano sociale”, ha dichiarato Iacovone. L’assessora ha sottolineato anche la scelta di destinare l’area esterna della villa ai bambini, al verde, al gioco e alle attività educative all’aperto, garantendo la sosta veicolare negli spazi pubblici adiacenti. “Questa è per noi rigenerazione urbana e sociale nel suo senso più concreto: recuperare un patrimonio esistente, orientare la trasformazione verso il riuso del costruito, restituire alla città un bene confiscato e farne un servizio capace di produrre valore sociale”, ha aggiunto. Il progetto, già finanziato e affidato tramite appalto integrato, ha concluso positivamente la Conferenza dei servizi. Il passaggio in Consiglio comunale consentirà ora di completare il procedimento urbanistico necessario alla validazione del progetto esecutivo e al successivo avvio dei lavori.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Liste d’attesa, nel Barese ancora tempi...

Liste d’attesa ancora troppo lunghe nella provincia di Bari e dati...
- 14 Luglio 2026

Bari, nuovo manto stradale in viale...

Sono partiti nella notte i lavori per il rifacimento del manto...
- 14 Luglio 2026

Beni confiscati a Bari, una villa...

Una villa confiscata alla criminalità organizzata diventerà un micronido per bambini...
- 14 Luglio 2026

Sanità in Puglia, scontro in Consiglio...

Scontro sulla sanità in Consiglio regionale pugliese, dove è in corso...
- 14 Luglio 2026