“Stiamo chiedendo aiuto. Non possiamo vivere nel terrore che i nostri figli vengano investiti”. È un grido d’allarme carico di esasperazione quello che si leva dal quartiere San Girolamo, dove il lungomare – fiore all’occhiello della riqualificazione costiera della città – si sta trasformando in una pista da corsa fuorilegge e in un moltiplicatore di tensioni sociali. A farsi portavoce del malcontento è un residente, testimone dell’ennesima serata di caos e di un totale vuoto di sorveglianza che dura ormai da giugno.
Il racconto descrive un paradosso inaccettabile. Da un lato ci sono centinaia di famiglie, comitive e bambini che cercano un po’ di tregua dalla morsa del caldo estivo, affollando la costa per rilassarsi; dall’altro, la totale anarchia della mobilità selvaggia. Monopattini elettrici, biciclette e persino minimoto – guidati da ragazzini ma anche da adulti irresponsabili – sfrecciano a tutta velocità sui marciapiedi e nelle aree pedonali, sfiorando continuamente i pedoni. I dati reali evocati dai cittadini fanno paura: dall’inizio della stagione estiva si sono già registrati tre investimenti, oltre a una serie infinita di risse sfiorate e accesi litigi verbali tra passanti e pirati della strada.
A peggiorare il quadro è il senso di profonda solitudine istituzionale vissuto dai residenti. “Ho passato la serata a litigare al telefono con la Polizia municipale, che lamenta problemi di organico, e con i Carabinieri che non intervengono”, si legge nella lettera di denuncia. Chiamare i soccorsi, per gli abitanti di San Girolamo, è diventato ormai “inutile, come contattare qualcuno per vendergli enciclopedie”. Una paralisi che si riflette sull’intera viabilità del quartiere, dove regnano sovrani i motorini in contromano sui marciapiedi e le auto parcheggiate selvaggiamente sugli scivoli per disabili e sulle strisce pedonali.
La comunità di San Girolamo, che da anni lotta per scrollarsi di dosso vecchie etichette e attrarre un sano turismo locale, teme che la situazione possa precipitare da un momento all’altro: “Presto finiremo sui giornali perché qualche bimbo finirà in ospedale”. Da qui l’appello diretto, senza intermediari, rivolto al sindaco della città e all’assessora alla Polizia Locale e Vivibilità urbana, Carla Palone. I cittadini chiedono un presidio fisso delle forze dell’ordine e l’attivazione immediata delle telecamere di videosorveglianza sul lungomare, non solo come strumento sanzionatorio, ma come scudo per proteggere l’incolumità pubblica e salvaguardare il futuro del quartiere.