Ha confessato di aver ucciso il compagno di cella, inscenando un suicidio, perché “dava fastidio”, il 45enne Saverio Scarano, detenuto per il delitto – che risale al 22 ottobre 2024 – da gennaio scorso. Per lui la Procura di Bari ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Scarano è accusato dell’omicidio, aggravato dai futili motivi, del 65enne Giuseppe Lacarpia, che era in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie qualche settimana prima.
È accusato anche del tentato omicidio, commesso il 19 ottobre 2024, di Mirko Gennaro, 28enne che era detenuto nella stessa cella del carcere di Bari. Anche in questo caso l’aggressione sarebbe stata messa in atto inscenando una impiccagione. Per questo secondo episodio è imputato pure il 24enne Vincenzo Guglielmi. Il processo inizierà dinanzi alla Corte di Assise di Bari l’8 settembre. Il giorno in cui fu ucciso, Lacarpia era stato autorizzato ad andare al cimitero a visitare la tomba della moglie. La notte fu sorpreso nel sonno, preso con un laccio alle spalle e soffocato, poi legato ad una sbarra della testiera del letto con un cappio. Tre giorni prima, il 19 ottobre, al detenuto 28enne sarebbe stato riservato un trattamento simile. “Oggi ti devi suicidare” avrebbero detto a Gennaro, stando a quanto riferito dalla stessa vittima, che nel processo potrà costituirsi parte civile. La vittima sarebbe stata quindi trascinata nel bagno, picchiato con calci, pugni e un bastone e appeso alla grata della finestra con corde ricavate dai bordi delle lenzuola. Si sarebbe salvato solo perché era svenuto e i suoi aggressori avevano pensato che fosse morto