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Meno prodotto allo stesso prezzo: scattano i cartelli anti-shrinkflation nei supermercati

Scatta l'obbligo per i negozianti di esporre cartelli per segnalare i prodotti con meno quantità e prezzi uguali

Pubblicato da: redazione | Gio, 16 Luglio 2026 - 20:15
shrinkflation

Via libera da ieri alle nuove norme italiane contro la shrinkflation, l’odioso fenomeno della riduzione delle quantità dei prodotti confezionati (gelati, snack, cereali, ma anche detersivi, dentifrici, carta igienica, ecc.) senza una analoga riduzione dei prezzi. Lo ricorda il Codacons, prima associazione ad aver denunciato in Italia la shrinkflation e le ricadute sulle famiglie, che sottolinea come si sia conclusa la procedura avviata lo scorso 15 aprile, quando il Mimit ha notificato alla Commissione Europea il progetto di decreto legislativo “Misure di contrasto alle prassi commerciali di riporzionamento dei prodotti preconfezionati”, procedura che prevedeva 90 giorni di tempo per eventuali rilievi da parte dell’Ue.

In base alle nuove regole proposte dal decreto ministeriale, “Il consumatore è informato riguardo ai prodotti di consumo che, pur mantenendo inalterato il precedente confezionamento, hanno subìto una riduzione della quantità nominale e un correlato aumento del prezzo per unità di misura dipendente dai produttori”.

L’informazione dovrà essere garantita secondo le seguenti modalità: “I produttori, anche per il tramite dei distributori all’ingrosso operanti in Italia, mettono a disposizione dei commercianti al dettaglio, attraverso modalità certe che ne assicurino il tracciamento, la seguente comunicazione: “La confezione X contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”. L’informazione predetta è veicolata dai commercianti al dettaglio contestualmente alla vendita dei prodotti di consumo interessati. La comunicazione è esposta dal commerciante al dettaglio, nel punto vendita con modalità chiaramente visibili e leggibili da parte del consumatore. Per le vendite on line, la comunicazione è resa disponibile all’atto della presentazione del prodotto in modo da consentire che la scelta e l’acquisto siano informati”

L’obbligo di informazione si applicherà per un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di immissione in commercio del prodotto riproporzionato – precisa il Codacons.

Misure che, in attesa di diventare pienamente operative, non sembrano in grado di tutelare adeguatamente i consumatori: in prima istanza le nuore regole appaiono tardive, poiché i produttori hanno già effettuato negli ultimi 15 anni tagli alle quantità dei prodotti nelle confezioni. In secondo luogo, l’obbligo di informazione nei punti vendita e non attraverso diciture apposte sulle confezioni come previsto inizialmente, rende meno immediata e meno percepibile la comunicazione ai consumatori, considerata la quantità di cartelli e avvisi già presenti nei supermercati – conclude il Codacons

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