“Sono al mare e le vedo indossare… Ma non tutti sanno che possono essere pericolose”. Inizia con questa fotografia diretta delle spiagge pugliesi l’allarme lanciato dal dottor Antonio Di Mauro, noto pediatra di Bari, in merito alla grandissima diffusione delle maschere da snorkeling “full face” tra i più piccoli. Dispositivi colorati, accattivanti e apparentemente molto più comodi del classico boccaglio, che nascondono però un’insidia medica spesso ignorata dalle famiglie.
Il fulcro del problema risiede nel design stesso di queste maschere integrali che coprono interamente il volto. Come spiegato dettagliatamente dal dottor Di Mauro, nei bambini più piccoli questo sistema può favorire il riaccumulo di anidride carbonica all’interno della camera d’aria della maschera. Se lo sforzo respiratorio del bambino non è sufficiente a espellere completamente l’aria esausta, questa viene re-ispirata. “In alcune situazioni – avverte il pediatra barese – questo processo può provocare ipossia (carenza di ossigeno), improvvisa perdita di coscienza e aumentare drasticamente il rischio di annegamento”.
Una preoccupazione medica che poggia su precise direttive istituzionali. Lo stesso specialista ricorda infatti che il Ministero della Salute raccomanda tassativamente che queste maschere non vengano utilizzate nei bambini al di sotto dei 6 anni, la cui capacità polmonare e dinamica respiratoria non sono strutturate per supportare in sicurezza tali volumi d’aria.
Davanti a questo scenario, il dottor Di Mauro ha deciso di rivolgersi direttamente ai genitori per fare prevenzione attiva durante la stagione balneare, diffondendo un vademecum salvavita. Al mare o in piscina è fondamentale scegliere esclusivamente dispositivi adatti all’età e di comprovata qualità costruttiva. Soprattutto, è necessario scardinare una falsa percezione di sicurezza: “Ricordate che nessuna maschera rende un bambino “autonomo” in acqua”, conclude il pediatra di Bari. “La sorveglianza di un adulto deve essere continua e a distanza di un braccio. Una semplice informazione può prevenire un incidente grave”.