Campi di grano divorati dalle fiamme, pascoli inceneriti, raccolti distrutti e un’azienda agricola messa in ginocchio. È il bilancio denunciato da Coldiretti Puglia dopo il violento incendio che ha colpito l’area dell’Alta Murgia, nel territorio di Altamura, in provincia di Bari. A pagare il prezzo più alto del rogo, secondo l’associazione, è un giovane allevatore la cui attività produttiva risulta ora gravemente compromessa. Nell’azienda vengono allevati circa 300 capi di pecora Altamurana, razza autoctona inserita tra quelle tutelate per la biodiversità zootecnica italiana.
“Campi di grano divorati dalle fiamme, raccolti distrutti, pascoli inceneriti e un futuro produttivo gravemente compromesso”, denuncia Coldiretti Puglia, parlando di un danno pesante non solo per l’impresa agricola coinvolta, ma anche per il patrimonio ambientale e la biodiversità del territorio. Le fiamme hanno interessato seminativi, pascoli e aree naturali nel cuore del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Oltre ai danni immediati provocati dall’incendio, per l’azienda si apre ora anche il problema delle conseguenze a lungo termine: nelle superfici boscate percorse dal fuoco, infatti, la normativa nazionale vieta il pascolo per dieci anni.
Un vincolo che rischia di incidere ulteriormente sull’organizzazione aziendale e sull’approvvigionamento alimentare degli animali, aggravando una situazione già difficile. “Gli incendi stanno cancellando il futuro di tante imprese agricole e di tanti giovani che hanno scelto di investire nelle aree interne della Puglia”, afferma Donato Mercadante, delegato di Giovani Coldiretti Puglia. Per Coldiretti, l’emergenza incendi impone un cambio di passo sul fronte della prevenzione. Secondo l’associazione, circa il 60% dei roghi è di origine dolosa, mentre molti altri episodi sarebbero riconducibili a comportamenti colposi o imprudenti. Da qui la richiesta di rafforzare i controlli sul territorio, intensificare le attività investigative per individuare i responsabili, applicare con rigore le sanzioni previste e potenziare il sistema regionale di prevenzione e spegnimento. Dal primo giugno, conclude Coldiretti, in Puglia sono già andati in fumo 1.825 ettari. Un dato che conferma la gravità di un’emergenza che, con il caldo, il vento e la siccità, continua a colpire campagne, aree naturali e aziende agricole.