Il mercato immobiliare italiano degli investimenti innesta la marcia indietro e si assesta sui livelli del periodo pre-Covid, ma Bari si conferma una delle piazze più attrattive e dinamiche d’Italia. Nel 2025 la percentuale nazionale di acquisti immobiliari destinati alla rendita si è attestata al 17,9%, evidenziando un progressivo ridimensionamento rispetto al picco storico del 2023 (19,5%) e al 19% del 2024. Una contrazione che riflette una maggiore prudenza da parte dei risparmiatori, pur rimanendo ben al di sopra dei minimi storici registrati nel biennio 2014-2015 e nel periodo della pandemia.
Nelle grandi città, tuttavia, lo scenario cambia radicalmente. Qui la quota media di acquisti per investimento è nettamente più alta e tocca il 27,1%, sebbene in lieve calo rispetto al 28,1% dell’anno precedente. In questo contesto spicca l’ottima performance di Bari: il capoluogo pugliese si posiziona al terzo posto a livello nazionale, con ben il 31,0% sul totale delle compravendite destinate all’investimento. Davanti a Bari si piazzano solo Napoli, regina del mercato con il 37,3%, e Palermo al 33,6%. La città di San Nicola riesce a staccare mercati tradizionalmente forti come Bologna (30,1%) e Milano (28,8%), mentre Roma, Firenze e Torino si fermano molto più indietro, in una forbice compresa tra il 22% e il 23%.
Identikit e preferenze degli investitori rimangono stabili. La tipologia di immobile più scambiata in Italia resta il bilocale, scelto nel 32,3% dei casi per la facilità di gestione e locazione, seguito dal trilocale (27,2%). Tengono le soluzioni indipendenti e semindipendenti al 14%. Sul fronte anagrafico, i veri protagonisti del mercato del mattone sono i professionisti di mezza età: la fascia più attiva è quella compresa tra i 45 e i 54 anni (29,1%), seguita a ruota dai 35-44enni (23,1%) e dai 55-64enni (21,6%). Una fotografia che per Bari si traduce in un mercato solido, trainato sia dal turismo sia dalla forte domanda universitaria e lavorativa.