I nuovi bagni pubblici installati sul lungomare di Santo Spirito, da poco riqualificato dopo mesi di attesa, hanno acceso subito la protesta dei residenti. Le strutture, sistemate in un punto panoramico del waterfront, sono finite al centro delle polemiche perché, secondo molti cittadini, sarebbero state collocate in un luogo non idoneo, troppo esposto e capace di compromettere la visuale sul porticciolo e sulle barche.
La polemica è esplosa sui social poche ore dopo il posizionamento dei bagni avvenuta in mattinata. A contestare l’intervento sono diversi residenti, che parlano di una scelta in contrasto con il lavoro di valorizzazione appena completato sul lungomare. “Vi sembra tutto normale?”, scrive una cittadina rivolgendosi al sindaco Vito Leccese, alla presidente del Municipio V Maristella Morisco, ai consiglieri e all’assessore Domenico Scaramuzzi. “È uno sfregio oltre che uno scempio questo al nostro lungomare. Ieri le belle panchine, oggi questa bruttura?”.
Nel mirino non c’è la presenza dei servizi igienici in sé, considerati utili soprattutto in una zona molto frequentata da residenti, famiglie e visitatori, ma il punto scelto per l’installazione. Secondo i cittadini, i bagni sarebbero stati posizionati in un’area troppo visibile, con un impatto negativo sul decoro del lungomare appena rinnovato. “Sono orribili oltre che sfregianti per la bellezza del nostro porto e del lungomare”, si legge ancora nella denuncia social. “Una vera latrina a cielo aperto”.
Un altro residente parla di “scempio inaccettabile” e contesta la scelta di collocare una struttura prefabbricata “in piena zona panoramica”, sostenendo che ostruirebbe “la visuale” e danneggerebbe lo scorcio del porticciolo. Nel post viene richiamato anche il tema della tutela paesaggistica e del decoro urbano, con la richiesta di verificare autorizzazioni e pareri. “Il Comune non può permettersi di trattare Santo Spirito come una discarica a cielo aperto”, scrive il cittadino. “Questa struttura va rimossa o spostata immediatamente in un luogo idoneo e nascosto”.
La protesta, intanto, ha già prodotto un primo effetto. Rosa Petruzzelli che si è fatta portavoce delle lamentele ha riferito di essere stata contattata dall’assessore Scaramuzzi. Secondo quanto riportato, a seguito delle proteste “non hanno provveduto all’allaccio dei bagni” e sarà valutato con il Municipio V, con la presidente Maristella Morisco e con i consiglieri della commissione Lavori pubblici, un possibile spostamento in un luogo ritenuto più idoneo, presumibilmente in piazza San Francesco. I residenti, però, restano in attesa di atti concreti. Già nel primo pomeriggio l’assessore Scaramuzzi si è recato sul lungomare assieme al Dirigente ai lavori pubblici del Comune di Bari Ing. Laricchia, la Presidente del V Municipio Maristella Morisco e il consigliere Oronzo Campobasso per fare una ricognizione dei luoghi.
“Come promesso – spiega ancora Petruzzelli – si sono recati sul lungomare. Il problema emerso è che il progetto è approvato e non è facile modificare perché ci sono ragioni di responsabilità amministrativa e di giustificazione della spesa. L’assessore si e’ impegnato a verificare la possibilità di un trasferimento del bagno in piazza San Francesco se compatibile con gli attacchi di acqua e di fogna. Nelle more il bagno non sarà reso fruibile anzi probabilmente già nei prossimi giorni sarà posizionato in prossimità della piazzetta San Francesco ancor prima di avviare il procedimento amministrativo per l’ottenimento delle relative autorizzazioni. I gabbiotti espositivi invece saranno lasciati nei luoghi predisposti in attesa di affidamento da parte di apposito bando. In ogni caso la nostra protesta è ferma sia sull’aspetto dell’impatto visivo e paesaggistico sia sotto il profilo del materiale di cui sono fatti questi box sia in merito all’allocazione. Come d’altro canto è successo per le panchine che avrebbero dovuto essere quelle in ferro ed invece aspettando un po di tempo sono state consegnate di materiale diverso ed eco compatibile. Noi vigileremo che ci sia davvero l’impegno da parte di tutti a trovare soluzioni concrete e realizzabili”, conclude.
La vicenda arriva in un momento delicato per Santo Spirito, dove il lungomare è stato oggetto di lavori attesi a lungo dalla comunità. Proprio per questo, l’installazione dei bagni pubblici ha assunto un valore simbolico: per i cittadini non si tratta soltanto di un arredo urbano contestato, ma del timore che un intervento pensato per migliorare la fruizione del waterfront finisca per comprometterne l’immagine. Ora la richiesta è una sola, trovare una collocazione alternativa che garantisca il servizio senza penalizzare il paesaggio, il porto e il nuovo volto del lungomare già compromesso, secondo alcuni “nella sua identità” per via dell’utilizzo “di colori non idonei a quella che è la storia del borgo dove sarebbe stato preferibile utilizzare chianche”, denunciano alcuni.