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Caro-benzina, stangata sulla spesa a Bari: prezzi record e trasporti ortofrutticoli a +25%

L'allarme di Consumerismo No Profit

Pubblicato da: redazione | Mar, 28 Luglio 2026 - 09:29
Benzina

L’impennata del prezzo della benzina torna a picchiare duro sui portafogli delle famiglie e sui bilanci delle piccole attività di Bari. A fare il punto sulla situazione è Consumerismo No Profit, che ha analizzato l’impatto dei rincari energetici carrello della spesa attraverso il nuovo indice «Borsa Beni e Carburanti», sviluppato attingendo ai dati ufficiali di Istat e MIMIT.

​Se tra maggio e giugno si era registrata una fase di assestamento — con i carburanti in salita sul piano tendenziale (dal +12,5% al +13,3%) ma con ritmi più contenuti sul carrello della spesa (+2,84% a giugno) —, il brusco cambio di rotta degli ultimi giorni cambia completamente lo scenario. Le recenti tensioni geopolitiche internazionali hanno fatto schizzare il greggio oltre i 100 dollari al barile, spingendo anche in Italia la benzina e il gasolio verso i massimi dell’anno, rispettivamente a 1,968 e 2,161 euro al litro in modalità self.

​Gli effetti concreti per chi vive e lavora a Bari
​Per un territorio come quello pugliese e barese, fortemente legato al trasporto su gomma sia per le merci in entrata sia per la distribuzione delle produzioni agricole locali, questa situazione rischia di tradursi molto in fretta in un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio. Basti pensare che le ultime stime di settore indicano già un aggravio sui costi del trasporto ortofrutticolo compreso tra il 15% e il 25%.

​Il commento di Raffaella Lauciello, Delegata di Consumerismo No Profit per il Comune di Bari:
​«Dietro le cifre sui carburanti c’è un impatto concreto sulla vita quotidiana: il caro-benzina funziona come una vera e propria tassa che va ad assottigliare il potere d’acquisto dei cittadini. Qui a Bari, dove il commercio di vicinato e i mercati rionali sono la colonna portante dell’economia di tantissimi quartieri, dobbiamo evitare in ogni modo che questi aumenti si trasformino in una stangata ingiustificata sui beni fondamentali. ​Come associazione chiediamo la massima attenzione alle autorità competenti per vigilare contro possibili speculazioni. Al tempo stesso, invitiamo i cittadini a fare rete, confrontare i prezzi e segnalare subito qualsiasi rialzo sospetto.»

​Al momento la forte disponibilità di prodotti agricoli estivi sta parzialmente ammortizzando i costi di alcuni beni freschi di stagione, ma da Consumerismo arriva un monito chiaro: senza un’inversione di tendenza sui mercati petroliferi, il trimestre estivo rischia di rivelarsi uno dei più pesanti per il budget delle famiglie. L’impatto effettivo di questa nuova ondata di aumenti sarà misurato con precisione nella prima rilevazione trimestrale dell’indice (relativa al periodo luglio-settembre), in uscita ad ottobre.

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